In principio era l’Uomo, ed era la Macchina.
Due soggetti ben distinti tra di loro e con due compiti ben precisi: l’Uomo gestiva ed organizzava, la Macchina elaborava e presentava i suoi risultati.
In quegli anni era tutto molto semplice e chiaro.
Poi gli Uomini si misero in connessione tra loro, la Complessità crebbe, e nacque la Rete. 

Per garantire il mantenimento e la gestione di questo intreccio l’Uomo creò dei Sistemi attraverso i quali fare convergere tutti i flussi delle comunicazioni in un unico punto più semplice da gestire.
Il primo di questi Sistemi fu lo sfruttamento delle linee telefoniche per fare convergere le informazioni direttamente a casa attraverso il computer, il quale divenne il nodo principale per l’utente finale.
 
Tutto passava di lì.
Sia che cercassi una ricetta di cucina, i prezzi di un modello di automobile, gli orari dei treni oppure le notizie del giorno, ti bastava accendere il tuo computer di casa connesso ad una linea telefonica e trovavi tutto lì su quell’unico schermo.
Per ottenere le tue informazioni non cercavi su Internet: ti connettevi alle Banche Dati, luoghi virtuali in cui venivano immagazzinati tutti i dati messi a disposizione degli utenti.
Dei veri e propri magazzini virtuali ai quali accedevi per mezzo del tuo computer di casa e una linea telefonica.
 
Poi il fenomeno esplose, e gli Uomini diedero avvio al Web come lo abbiamo conosciuto nei suoi primi anni.
Da quel momento in poi ogni utente poteva creare il proprio sito dedicato alle proprie passioni.
In questo modo nacquero una miriade di piccoli luoghi contenenti materiale che generava milioni se non miliardi di altrettanti piccoli flussi di informazione.
Il Web stava vivendo il suo periodo di dilatazione.
 
Nel suo costante bisogno di dare un senso alle informazioni provenienti dal Mondo, e per sopperire alle limitate risorse cognitive, l’Uomo inventò i portali di aggregazione e i motori di ricerca.
Era ancora possibile accedere direttamente al singolo blog, ma nacque il bisogno di avere a disposizione dei luoghi dai quali reperire gli indirizzi delle singole pagine.
I motori di ricerca in particolare si configurarono come i nodi ai quali confluivano i miliardi di flussi di informazione non solamente di ogni singolo sito, ma anche di ogni singola pagina di ogni singolo sito.
Presto i motori di ricerca divennero la nostra vera homepage, la pagina principale costantemente aperta nei nostri browser perchè è attraverso di essa che troviamo ciò che stiamo cercando.
Negli ultimi anni i Social Network stanno sostituendo i motori di ricerca: sempre più persone cercano le informazioni rimanendo nei social network preferiti.
Ad ogni modo la sostanza non cambia: il Web ha nuovamente subito una contrazione.
 
Nello stesso periodo il mondo digitale è diventato sempre più mobile.
Sempre più persone accedono al Web per mezzo del proprio smartphone, il quale sta detronizzando i computer e i tablet.
Abbiamo imparato a portarci il Web in giro con noi: ovunque noi andiamo portiamo con noi un dispositivo costantemente connesso attraverso il quale accediamo al Mondo.
Tutte le informazioni passano di lì, siano esse ricette di cucina, notizie del giorno, i dati del nostro conto in banca.
In questa fase di contrazione del Web lo smartphone è diventato il nodo fisico per il mondo digitale, e ci siamo spostati dall’Era del Possesso all’Era dell’Accesso.
In un Mondo in cui tutte le informazioni sono istantaneamente disponibili vince chi riesce ad accedere meglio e più velocemente a queste informazioni, e chi detiene le chiavi dei cancelli virtuali.
 
Infine sono arrivati i dispositivi indossabili, i cosiddetti wearable device, e le informazioni non passano più attraverso il nodo-smartphone.
Le notifiche arrivano all’orologio che portiamo al nostro polso, i video al visore che portiamo davanti ai nostri occhi (presto saranno occhiali), l’itinerario di un viaggio appare sul display della nostra automobile, il libro di scuola è nello schermo del nostro tablet.
A differenza del periodo precedente, tutto questo sta avvenendo senza un nodo unico e identificabile attraverso il quale passano le informazioni: ogni singola informazione, sia essa una notifica, un video, un testo, ecc.., arriva direttamente dai server delle singole piattaforme che utilizziamo per usufruire di questi servizi.
Siamo alle porte di una nuova dilatazione, differente dalle precedenti in quanto  assisteremo ad una sempre maggiore distribuzione dei dati e delle informazioni.
 
Questo fenomeno si estremizzerà ulteriormente man mano che metteremo i nostri dispositivi in Rete ed in grado di dialogare autonomamente tra loro.
Allora la nostra automobile sarà connessa con il nostro calendario e verrà a prenderci sotto casa senza bisogno di utilizzare un dispositivo per chiamarla.
La nostra lavatrice segnalerà l’esaurimento della scorta di detersivo direttamente allo store online, il quale autonomamente ce ne recapiterà una nuova confezione.
Il nostro orologio rileverà automaticamente un’anomalia mortale del battito del nostro polso e la segnalerà autonomamente al Centro di Soccorso più vicino, oppure all’autoambulanza che in quel momento si troverà più vicina al luogo in cui ci troviamo noi.
 
Se fino a poco tempo fa’ i flussi di informazione che scorrevano intorno a noi erano identificabili e prevedibili, stiamo entrando a pieno titolo in un periodo storico in cui vivremo circondati dai dati e dalle informazioni, perchè non saranno più dei flussi, ma tanti nodi di una Rete più globale.
Vivremo letteralmente circondati di nuvole di dati e di informazioni.
 
Sta già avvenendo: basti vedere come ormai le nuove configurazioni dei flussi di informazione stanno generando numerosi problemi riguardanti la nostra Privacy.
Siamo ormai così circondati dalla nuvola di informazioni che non siamo più in grado di gestire il percorso digitale di un’informazione riguardante la nostra persona.
Nel momento in cui lasciamo che un’informazione su di noi entri nella nuvola di informazioni, questa si perde tra le molteplici connessioni e non siamo più in grado monitorare e gestire il suo percorso digitale.
Pensiamo ad esempio a che cosa accade alle informazioni riguardanti un contatto della rubrica del nostro smartphone nel momento in cui accettiamo di sincronizzarlo con i contatti dei nostri Social Network.
 
Spaventoso?
Io lo definirei più semplicemente complesso.
 
E tu che cosa ne pensi?
Siamo davvero all’alba di un’Era in cui non avremo più il controllo delle nostre informazioni, oppure possiamo ancora difenderci in qualche modo?
E soprattutto: ha ancora senso parlare di difesa, oppure siamo solamente davanti ad un’evoluzione del nostro concetto di Privacy?
Fammi sapere la tua opinione nei commenti.
 
Noi ci risentiamo alla prossima.
Un saluto da Ivan Ferrero.
Che cosa ne pensi? Scrivimi la tua opinione QUI:

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