Abstract:

  • Benvenuti nell’Antropocene.
  • Lost in Data: il ruolo sempre più crescente dei dati.
  • La Complessità del Mondo e dell’Universo è sempre esistita, i dati ci stanno obbligando a prenderne consapevolezza —> non possiamo più fare finta di nulla!
  • Non siamo più in grado di gestire tutta questa Complessità —> utilizziamo le macchine per espandere la portata delle nostre Menti

Trascrizione:

Benvenuti nella Cyber Era, una serie di podcast in cui analizzeremo questo Nuovo Mondo digitale e come le nuove tecnologie stanno modificando le nostre Vite e le nostre Menti.
Io sono Ivan Ferrero, Psicologo dei Nuovi Media, e studio da anni le Nuove Tecnologie e come queste impattano con le nostre Vite, con un’attenzione particolare per temi quali Cyberbullismo, Dipendenza da Internet, e simili.
In questa puntata vedremo quale ruolo stiamo assumendo noi Esseri Umani e come possiamo affermare di essere all’inizio di un nuova Era, e quale.

La scorsa puntata ci siamo lasciati con una visione sommaria di come il nostro Mondo abbia acquisito una sempre maggiore Complessità.
Siamo passati dai legami semplici della Tribù alla complessità dei grandi Imperi Commenrciali, ma fino a questo punto si parla ancora di legami tra Esseri Umani.
Con l’arrivo delle nuovissime tecnologie, del Web e della possibilità di connettere qualunque strumento alla Rete, le connessioni si sono moltiplicate.

In una prima fase l’Essere Umano è entrato in profonda connessione con l’ambiente che lo circonda.
Raccogliere dati dalle piante, dall’aria, dall’acqua, dagli strumenti elettronici stessi lo ha messo in profonda connessione con l’esterno.
L’analisi di questi dati ed i risultati dovuti agli incroci delle varie rilevazioni ha generato una maggiore consapevolezza del Mondo che ci circonda, e di quanto siamo in stretta relazione con esso.
L’effetto Butterfly, per cui il battito di ali di una farfalla può generare un uragano dall’altra parte del Mondo, è diventato realtà e si è manifestato alle nostre Coscienze.
La connessione con il Mondo che ci circonda è una condizione che l’Essere Umano ha avvertito da sempre e che ha espresso in vari modi a seconda della mentalità del periodo.
Linee di energia, anime in connessione, l’idea di un’unica Grande Madre da cui sarebbe originato l’Uomo, l’Animismo che vede ogni essere vivente sullo stesso piano di importanza, spiriti connessi con noi, l’idea di un Inconscio Collettivo, Gaia.
Ogni periodo storico, ogni Cultura, ha avuto una sua teoria sulla connessione tra Esseri Umani e il Mondo che lo circonda.
Ciò che sta accadendo nei nostri giorni è la presa di una consapevolezza oggettiva di queste connessioni.
Se prima questa condizione veniva solamente intuita, adesso il rapporto tra causa ed effetto offerto dai dati sposta questo concetto su un piano oggettivo.
E’ un processo che ha avuto inizio con la presa di consapevolezza degli effetti del nucleare: l’idea che l’uomo abbia potuto inventare un qualcosa i cui effetti (le radiazioni) si propagano al di fuori di ogni confine e limite geografico, senza possibilità di essere arrestati e che possono invadere anche il Paese che li ha originati, ha aperto i nostri occhi e allargato le nostre coscienze.

La correlazione tra i dati o, meglio, tra le oscillazioni dei valori dei parametri della nostra Realtà (inquinamento, povertà, guerre, ricchezza, scioglimento dei ghiacci, cambiamento climatico, ecc…), ha sancito definitivamente l’idea che come Umanità siamo tutti strettamente connessi non solamente tra noi, ma anche con tutto ciò che ci circonda.
Da questo momento non possiamo più fare finta di nulla, non possiamo più girare la testa dall’altra parte e continuare a coltivare il nostro piccolo orticello.
Possiamo solamente subire passivamente oppure agire attivamente.

La presa di coscienza di come le nostre azioni influiscano profondamente su tutto il resto del Mondo ci ha anche aperto gli occhi di fronte all’enorme responsabilità di noi Esseri Umani, l’unico animale di questo pianeta in grado di modificare così profondamente l’ambiente che lo circonda.
Si tratta di una responsabilità senza precedenti, che se da una parte ci rende colpevoli dei danni che il Mondo sta subendo, dall’altra ci offre non solamente la possibilità di riparare, ma ci rende definitivamente Guardiani del nostro Mondo.
Essendo venuti a conoscenza di come ogni parametro della nostra Realtà influisce sugli altri parametri, possiamo anche intraprendere azioni in grado di migliorare il nostro Mondo.
Se prima vivevamo al di sotto di un Essere superiore che prendeva le decisioni ultime sulle nostre Vite, adesso ci siamo avviati verso la nostra autonomia.
I Figli stanno prendendo le distanze dal Padre (ovviamente in senso simbolico, qui non c’è alcuna accezione religiosa), dalla fase dell’Adolescenza stiamo passando alla fase dell’Adultità.
E in quanto Adulti, dovremo rendere conto a noi stessi di ogni nostra azione, ed ogni nostra azione avrà profonde conseguenze sulle nostre vite in quanto genere umano.
Le nostre azioni, le nostre decisioni, sono ormai destinate a lasciare segni che possono durare anche secoli, se non millenni, tanto che numerose comunità di geologi stanno proponendo di sancire il passaggio ad una nuova epoca geologica: l’Antropocene.
Il termine “Antropocene” ha origine negli anni 80 dal biologo Eugene Stoermer e fu diffuso dal premio Nobel del 2000 per la chimica Paul Crutzen, il quale diffuse l’idea mediante il suo libro “Benvenuti nell’Antropocene”.
In realtà l’idea di questa nuova epoca ha avuto inizio dal geologo Antonio Stoppani, il quale nel 1873 iniziò a parlare di Era Antropozoica, seguito poi da altri ricercatori e pensatori.

Facciamo un passo avanti.

Se fino a questo punto l’Uomo era al centro, con lo sviluppo del Machine Learning, ossia di macchine che oltre ad elaborare i dati sono anche in grado di apprendere da essi e proporre nuovi schemi, e la messa in connessione tra queste macchine, l’Uomo si sta spostando sempre più in background.
Se prima le macchine erano obbligate a dialogare con l’Uomo, adesso le macchine sono anche in grado di dialogare tra loro e di prendere decisioni che influiscono sulle nostre Vite.
L’Essere Umano scompare dietro i dati e diventa un nodo tra i tanti, all’interno di una Complessità così vasta che le nostre risorse cognitive non sono più in grado di comprenderla, per cui stiamo sviluppando macchine ed Intelligenze Artificiali a cui delegare questa comprensione.

Che cosa succederà quando le Intelligenze Artificiali decideranno per noi?

Prendiamo l’esempio delle self driving car, ossia le automobili che si guidano da sole, una tecnologia che già sta accadendo.
Ci sono delle situazioni di guida in cui l’autista deve scegliere tra il salvare se stesso ed investire un pedone, oppure salvare un pedone ma morire lui, senza una terza scelta.
Come si comporterà l’Intelligenza Artificiale di una self driving car in una situazione simile?
Chi lascerà morire? Il pedone o chi è dentro l’auto? Sulla base di cosa deciderà?
E soprattutto: voi vi fidereste di stare a bordo di un’automobile sapendo che in alcuni casi potrebbe decidere di lasciare morire voi?

Andiamo oltre.

Che cosa succederebbe se affidassimo ad un’Intelligenza Artificiale il compito di risolvere un problema legato alla Società di un luogo nel più breve tempo possibile, e questa dovesse calcolare che la via più breve sarebbe decurtare la popolazione del luogo?

Se questi dilemmi vi sembrano fantascienza, sappiate che grandi Organizzazioni ed Istituti di Ricerca stanno già assoldando filosofi per capire come insegnare i nostri Valori alle future Intelligenze Artificiali.
E’ un dilemma che è già realtà, e ci si sta già ponendo il problema.

E adesso veniamo a te.
Tu che cosa ne pensi?
Secondo te l’Essere Umano sta veramnete scomparendo dietro le macchine, oppure ha ancora la possibilità di esercitare il suo ruolo da protagonista?
E nel caso della self driving car, tu ti affideresti ad un algoritmo che alcune situazioni critiche potrebbe decidere di lasciare morire te?
Scrivimi il tuo pensiero nei commenti e parliamone insieme.

Noi ci risentiamo alla prossima.
Un saluto da Ivan Ferrero.

Che cosa ne pensi? Scrivimi la tua opinione QUI:

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