Da Internet of Things a Internet of All the Things

Il Web come lo conosciamo oggi ha ormai abbondantemente superato i 20 anni, e chi come me è nato molto prima (nel momento in cui sto registrando questo audio ho 41 anni) si ricorderà sicuramente di come era il Mondo prima del Web.

Stiamo parlando di un Mondo più statico, meno interconnesso, con una Complessità tutto sommato gestibile, una Realtà forse più semplice e prevedibile.

Poi le cose sono precipitate.

In questo articolo vedremo come noi Esseri Umani siamo arrivati a questo punto, e sfateremo anche qualche mito.

Trascrizione.

Benvenuti nella Cyber Era, una serie di podcast in cui analizzeremo questo Nuovo Mondo digitale e come le nuove tecnologie stanno modificando le nostre Vite e le nostre Menti.

Io sono Ivan Ferrero, Psicologo dei Nuovi Media, e studio da anni le Nuove Tecnologie e come queste impattano con le nostre Vite, con un’attenzione particolare per temi quali Cyberbullismo, Dipendenza da Internet, e simili.

Il Web come lo conosciamo oggi ha ormai abbondantemente superato i 20 anni, e chi come me è nato molto prima (nel momento in cui sto registrando questo audio ho 41 anni) si ricorderà sicuramente di come era il Mondo prima del Web.
Stiamo parlando di un Mondo più statico, meno interconnesso, con una Complessità tutto sommato gestibile, una Realtà forse più semplice e prevedibile.

Poi le cose sono precipitate.
Le nostre linee telefoniche divennero sempre più interconnesse, e così le nostre case, i nostri lavori, le nostre Vite.
Improvvisamente il Mondo divenne sempre più veloce, addirittura frenetico, e noi fummo travolti da questo vortice impietoso.
La Realtà che stavamo vivendo crebbe di Complessità, fino a diventare ingestibile.
I confini si sfaldarono, sfumarono fino a scomparire.
Le distanze si sono quasi annullate, il Mondo è diventato decisamente più piccolo.

Che noi stiamo conversando con il nostro vicino di casa, oppure con un nostro amico che vive dall’altra parte del Mondo, non fa più differenza per noi.
Le Categorie hanno seguito lo stesso andamento: il Sapere è accessibile a tutti indipendentemente dallo status economico e sociale, le Università hanno aperto le loro porte, le nuove Professioni non conoscono percorsi stabiliti a priori.

Insomma un vero casino!
Tutto nuovo, improvvisamente il Mondo ci è sconosciuto.

Molti parlano di una vera e propria Rivoluzione Copernicana, e per la prima volta nella storia dell’Umanità l’Uomo ha inventato uno strumento che lui stesso non è ancora in grado di comprendere.

Tutti questi movimenti del Tempo che stiamo vivendo generano incertezza, e con essa timori, ansie, paure.
Oramai noi percepiamo la nostra Realtà in un tempo pre-Web e un tempo post-Web.

Ma siamo davvero sicuri che sia tutto così nuovo?
Vediamolo insieme!

Partiamo dall’idea di un Mondo iper-connesso, e analizziamo la Storia di noi Esseri Umani.

Se ci spostiamo indietro nel tempo fino ai nostri antenati preistorici con le loro Tribù, e poi risaliamo lungo le prime Civiltà con i loro traffici commerciali, i primi Imperi, e così via passando attraverso il Medio Evo, fino ad arrivare ai primi Imperi Commerciali e ai giorni nostri, notiamo un filo conduttore, un elemento che rimane presente lungo tutta la linea della Storia: la Connessione.

L’Essere Umano, in quanto animale sociale per natura, ha sempre ricercato e creato connessioni.
Potremmo dire che la Connettività è alla base della storia umana.

Le antiche Tribù erano sistemi chiusi in cui i suoi membri stabilivano connessioni tra di loro, e i collegamenti con l’esterno erano molto limitati, sia per motivi di mentalità, sia per motivi logistici.
Poi le connessioni aumentarono, l’Essere Umano ideò nuovi mezzi di comunicazione più efficaci che rendevano gli spostamenti più agevoli e veloci.
Le prime grandi Civiltà e i primi Imperi generarono un’espansione dei territori che allargarono le connessioni.

Si arrivò così ad un Mediterraneo profondamente inter-connesso.
Le rotte commerciali sia terrestri che marittime ricordano molto il cablaggio del nostro Web, con cordoni principali che si diramano capillarmente sui vari territori.
Lo stesso schema viene mantenuto se analizziamo i collegamenti delle Civiltà successive, fino ad arrivare alle Grandi Società commerciali del 1600-1700, e i successivi che abbracciarono l’intero Globo.

Nulla di nuovo quindi.

Ma allora perchè tutta questa difficoltà nel comprendere il nostro Mondo post-Web?

Forse la questione sta più nella quantità che nella qualità.

Le connessioni del Mondo post-Web sono sempre più veloci, sempre più numerose, così intrecciate che stiamo assistendo alla creazione di veri e propri livelli alternativi di Realtà, i quali si sovrappongono alla nostra Realtà fisica e si intrecciano ulteriormente tra di loro, generando ancora più complessità.

Questa complessità è precipitata negli ultimi anni seguendo un’andamento ad iperbole, per cui siamo passati da macchine relativamente isolate tra loro e ben distinte dagli esseri umani, all’Internet of Things in cui tutti i dispositivi sono connessi tra loro attraverso alcuni nodi che fungevano da porte di accesso (il computer, il cellulare), fino all’Internet of All Things, in cui le porte di accesso scompaiono per lasciare il posto ad una rete di nodi che permea la nostra Realtà e le nostre Vite.

In questo Internet di Tutte le Cose dei dispositivi rilevano lo scambio di ossigeno e di anidride carbonica di una foresta, generando dati che vengono intrecciati dai dati provenienti dai rilevamenti di smog della città limitrofa, e il risultato di questi calcoli viene inviato ai termosifoni, alle caldaie e alla centralina elettrica di casa nostra, i quali a loro volta regoleranno il rendimento degli impianti casalinghi per ottimizzare il risparmio energetico.

Oppure dei server rilevano gli spostamenti in automobile degli abitanti di una metropoli (per mezzo dei GPS dei loro cellulari), li analizzano intrecciando i dati delle strade e delle fasce orarie, ed inviano questi dati ai semafori della città, i quali possono così sincronizzarsi in tempo reale per rendere il traffico più scorrevole e ridurre il livello di inquinamento.

E se pensate che questo possa essere fantascienza, sappiate che un progetto simile è già in fase di studio per la città di New York.

E l’Essere Umano in tutto questo perde la sua centralità e scompare dietro le connessioni.

Nel frattempo, se ti senti confuso e tutta questa Complessità ti ha fatto venire il mal di testa, benvenuto nell’Era Digitale!
Rimani insieme a noi perchè ci sarà da divertirsi!

E dopo che hai ascoltato la mia voce per tutto questo tempo, adesso io voglio sentire la tua.
Che cosa ne pensi?
Davvero il nostro Presente è solo una questione di quantità di connessioni, oppure c’è qualcosa di più
Che cosa?

Scrivilo nei commenti.

Noi ci risentiamo alla prossima.
Un saluto da Ivan Ferrero.

Che cosa ne pensi? Scrivimi la tua opinione QUA sotto

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