In breve: le 8 cose da sapere
- La poesia è scritta in versi: va a capo prima della fine della riga. La prosa invece occupa tutta la riga.
- In poesia le parole hanno spesso più di un significato: quello letterale (denotazione) e quello nascosto (connotazione).
- Chi dice «io» nella poesia è l’io lirico. Non è sempre il poeta in carne e ossa.
- Nei versi si contano le sillabe. Il verso più usato in italiano è l’endecasillabo (11 sillabe).
- Due versi sono in rima quando finiscono con lo stesso suono, dall’ultima vocale accentata in poi.
- I versi si raggruppano in strofe: distico (2), terzina (3), quartina (4), sestina (6), ottava (8).
- Il sonetto ha 14 endecasillabi: 2 quartine e 2 terzine.
- Le figure retoriche sono di tre tipi: di suono, di significato, di ordine.
Versi e prosa
Una poesia si riconosce a colpo d’occhio: le righe sono corte e restano spazi bianchi. Ogni riga si chiama verso.
Prosa
Dal latino prosus, «che cammina dritto». Il testo arriva sempre fino al margine della pagina e va a capo solo quando finisce lo spazio.
Poesia
Dal latino versus, «tornare indietro». Il poeta sceglie dove andare a capo. Le righe si interrompono e si ripetono e così creano un ritmo.
Perché andare a capo?
La pausa a fine verso mette in rilievo le parole. Leggi la stessa notizia in due modi:
Ieri, sulla Statale sette, un’automobile, correndo a cento all’ora, ha cozzato contro un platano. I quattro occupanti sono rimasti uccisi.
Ieri, sulla Statale sette
un’automobile
correndo a cento all’ora ha cozzato
contro un platano.
I quattro occupanti sono rimasti
uccisi.
Nella seconda versione la parola «uccisi» è da sola: la notiamo di più e ci colpisce di più.
Le parole della poesia
Significante e significato
Ogni parola ha due facce:
- significante: i suoni o le lettere. Esempio: f + i + u + m + e.
- significato: l’idea che ci viene in mente. Esempio: l’idea di un fiume.
In poesia anche il suono conta. Dante, per descrivere una selva che fa paura, usa tanti suoni duri con la s e la r:
esta selva selvaggia e aspra e forteDante, Inferno, canto I
Denotazione e connotazione
Denotazione
Il significato letterale, quello del vocabolario. «Fiume» = un corso d’acqua che scorre verso il mare.
Connotazione
Il significato in più, che nasce dal contesto. «Il fiume dei pensieri» = pensieri che scorrono senza fermarsi.
Alla prima lettura capiamo la denotazione. Per capire la connotazione dobbiamo interpretare: simboli, metafore, immagini.
Polisemia
Una parola polisemica ha molti significati (dal greco polys, «molti», e sema, «segno»). Ungaretti, soldato nella Prima guerra mondiale, scrive che il mare è per lui «una bara di freschezza»: il mare è vita e fresco, ma la parola «bara» riporta la morte vista in guerra.
Chi parla nella poesia
Nell’antica Grecia i poeti cantavano accompagnati da uno strumento, la lira. Da qui viene la parola lirica: oggi indica le poesie che esprimono emozioni e sentimenti.
Autore reale
La persona vera, che è esistita e ha scritto il testo.
Io lirico
La voce che nel testo dice «io». Può essere il poeta, ma può anche essere un personaggio inventato.
È come nei racconti, dove l’autore e il narratore sono due cose diverse.
L’interlocutore
L’io lirico spesso parla a un «tu»: una persona, Dio, la luna, un’idea. Questo «tu» si chiama interlocutore. È dentro il testo. Non è il lettore vero.
Sillabe e versi
Il nome di un verso dipende dal numero di sillabe. Le sillabe di un verso (sillabe metriche) non sempre sono uguali a quelle della grammatica.
La regola dell’ultimo accento
Si conta fino alla sillaba dopo l’ultimo accento del verso.
- Verso piano: finisce con una parola accentata sulla penultima sillaba (a-mo-re). È il caso normale.
- Verso tronco: finisce con una parola accentata sull’ultima (cit-tà). Si conta una sillaba in più.
- Verso sdrucciolo: finisce con una parola accentata sulla terzultima (ta-vo-lo). Si conta una sillaba in meno.
Quattro regole per contare
- Sinalefe (fusione tra due parole)
- La vocale finale di una parola e la vocale iniziale della parola dopo diventano una sola sillaba. È la regola più frequente.
- 1mi
- 2ri
- 3tro
- 4vai
- 5per
- 6u
- 7na
- 8sel
- 9va o
- 10scu
- 11ra
- Dialefe (separazione tra due parole)
- È il contrario: le due vocali vicine restano separate. Esempio: co / min / ciò / a (Dante).
- Dieresi (separazione dentro una parola)
- Due vocali che di solito stanno insieme (dittongo) diventano due sillabe. Si segna con due puntini: im-pe-tü-o-sa, gra-zï-o-sa.
- Sineresi (fusione dentro una parola)
- È il contrario: due vocali che di solito sono separate diventano una sillaba. pa-re-a → pa-rea.
I versi più comuni
- 5quinario
- 6senario
- 7settenario
- 8ottonario
- 9novenario
- 11endecasillabo ★
Il ritmo
Leggendo ad alta voce, alcune sillabe si pronunciano più forte: sono gli accenti ritmici (o ictus, dal latino «colpo»). La loro ripetizione crea il ritmo del verso. Nei versi con un numero pari di sillabe gli accenti sono in posizione fissa; nei versi dispari, come l’endecasillabo, possono cambiare. L’ultimo accento, nei versi piani, cade sempre sulla penultima sillaba.
Le rime
Due versi sono in rima quando hanno lo stesso suono a partire dall’ultima vocale accentata: nàstro / alabàstro, tornerà / chissà.
Per descrivere lo schema delle rime si usano le lettere: la stessa lettera = la stessa rima. Le maiuscole indicano i versi lunghi (dall’endecasillabo), le minuscole quelli più corti.
Rima baciata AABB
Pascoli · Le rime si «toccano»: due versi vicini.
Rima alternata ABAB
Carducci · Una sì e una no.
Rima incrociata ABBA
Foscolo · Il primo rima con l’ultimo, i due in mezzo tra loro.
Rima incatenata ABA BCB
Dante · La rima di mezzo (B) diventa la rima esterna della terzina dopo: come anelli di una catena.
Esiste anche la rima ripetuta (ABC ABC): le rime tornano nello stesso ordine.
Rime imperfette
- Assonanza: sono uguali solo le vocali finali. collo / posto.
- Consonanza: sono uguali solo le consonanti finali. molto / salto.
Strofe e sonetto
Più versi insieme formano una strofa: un gruppo con un senso compiuto e un ritmo suo. Il nome dipende da quanti versi ci sono.
| Strofa | Versi | Rime di solito |
|---|---|---|
| Distico | 2 | baciata (AA) |
| Terzina | 3 | incatenata (ABA BCB), come in Dante |
| Quartina | 4 | alternata (ABAB) o incrociata (ABBA) |
| Sestina | 6 | 4 alternati + 2 baciati (ababcc) |
| Ottava | 8 | 6 alternati + 2 baciati (ABABABCC), tipica dei poemi cavallereschi |
Dall’Ottocento molti poeti usano strofe libere: il numero dei versi e le rime cambiano come vuole l’autore.
Il sonetto
Più strofe insieme formano un componimento. I più importanti della tradizione italiana sono il sonetto e la canzone (meno usati l’ode, il madrigale e la ballata).
Il sonetto è la forma più diffusa della poesia italiana. È breve e va bene per ogni argomento, dall’amore alla politica. L’ha inventato Giacomo da Lentini nel Duecento, partendo dalla poesia provenzale (Francia del Sud).
Esempio: Tanto gentile e tanto onesta pare di Dante. Le quartine hanno rima incrociata (ABBA ABBA), le terzine rima invertita (CDE EDC).
Leggi il sonetto di Dante con lo schema
Dante, Vita nuova. Parafrasi breve: la donna amata è così nobile e onesta che, quando saluta, chi la guarda resta senza parole; sembra un miracolo sceso dal cielo e la sua dolcezza fa sospirare d’amore.
Anche S’i’ fosse foco di Cecco Angiolieri è un sonetto: ogni strofa ripete all’inizio «s’i’ fosse» («se io fossi»). Questa ripetizione si chiama anafora e crea un ritmo regolare.
Le figure retoriche
Le figure retoriche sono modi speciali di usare le parole per dare forza, musica o un significato nuovo a quello che si dice. Si dividono in tre gruppi:
- Di suono: giocano con i suoni delle parole.
- Di significato: cambiano o allargano il significato delle parole.
- Di ordine (o di sintassi): cambiano l’ordine o la ripetizione delle parole nella frase.
Figure mostrate: 20.
- Allitterazionesuono
Lo stesso suono o la stessa lettera si ripete in parole vicine.
«fresche le mie parole ne la sera / ti sien come il fruscìo che fan le foglie» (D’Annunzio)
- Onomatopeasuono
Una parola imita un suono o un rumore.
«don don», «tic tac», «il tuono rimbombò di schianto» (Pascoli)
- Paronomasiasuono
Due parole simili nel suono ma diverse nel significato vicine.
«campagna / accompagna»
- Assonanza e consonanzasuono
Rime imperfette: uguali solo le vocali finali (assonanza) o solo le consonanti finali (consonanza).
«collo / posto»; «molto / salto»
- Similitudinesignificato
Un paragone tra due cose, con la parola come (o simile a, tale…).
«il mio amore brucia come una fiamma»
- Metaforasignificato
Un paragone senza «come»: una parola prende il posto di un’altra che le somiglia.
«il mio amore è una fiamma»; «il viaggio» per dire la vita
- Analogiasignificato
Come la metafora, ma più ardita: unisce cose molto lontane tra loro.
«capelli come la notte»
- Personificazionesignificato
Dare qualità umane a cose, animali o idee.
«il mare era furibondo»
- Iperbolesignificato
Un’esagerazione, in più o in meno.
«è un secolo che non ci vediamo»; «piangere fiumi di lacrime»
- Sinestesiasignificato
Unisce parole di due sensi diversi (vista, udito, tatto…).
«un colore caldo» (vista + tatto); «il grido ghiacciato»
- Ossimorosignificato
Due parole di significato opposto, una accanto all’altra.
«tacito tumulto» (Pascoli); «urlo muto»
- Antitesisignificato
Due idee opposte messe a confronto.
«lei lo amava, lui la odiava»
- Metonimiasignificato
Una parola al posto di un’altra collegata: il contenitore per il contenuto, l’autore per l’opera, la marca per il prodotto.
«bere un bicchiere»; «leggere Dante»; «guidare una Fiat»
- Sineddochesignificato
Una parola al posto di un’altra per quantità: la parte per il tutto, il singolare per il plurale.
«tornare sotto il tetto» (= la casa); «ho visto una vela sul mare» (= una nave)
- Perifrasisignificato
Un «giro di parole» al posto di una parola sola.
«colui che tutto move» (= Dio, Dante)
- Anaforaordine
La stessa parola si ripete all’inizio di più versi o frasi.
«sentivo il cullare del mare, / sentivo un fru fru tra le fratte; / sentivo nel cuore un sussulto» (Pascoli)
- Enjambementordine
La frase non finisce con il verso: continua nel verso dopo.
«Si sta come / d’autunno / sugli alberi / le foglie» (Ungaretti)
- Climaxordine
Una serie di parole sempre più forti (o sempre più deboli: anticlimax).
«Veloce? È un razzo, una scheggia, un fulmine!»
- Chiasmoordine
Due coppie di parole messe a incrocio: A B / B A.
«Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori» (Ariosto): persone, cose / cose, sentimenti
- Anastrofe e iperbatoordine
L’ordine normale delle parole viene cambiato (anastrofe) o diviso da altre parole (iperbato).
«vita natural durante»; «O belle agli occhi miei tende latine» (Tasso)
- Asindeto e polisindetoordine
Elenco senza congiunzioni (asindeto) o con tante «e» ripetute (polisindeto).
«Veni, vidi, vici» (Cesare); «e mangia e beve e dorme e veste panni» (Dante)
I temi della poesia
Da millenni la poesia parla delle stesse grandi esperienze umane: l’amore, la natura, la guerra, il mistero della vita. Per questo una poesia scritta tanto tempo fa può parlare anche a noi: ha una valenza universale. Leggendo, il lettore mette nella poesia anche la propria esperienza.
Come si studia un tema
- Conoscere la vita dell’autore e l’epoca in cui vive: aiuta a capire le sue idee.
- Leggere molte poesie di epoche e paesi diversi sullo stesso tema, e confrontarle.
Esempio: l’amore
L’amore non è solo quello di coppia: lo viviamo fin da piccoli in famiglia e cambia con l’età.
| Tipo di amore | Poeti e poesie |
|---|---|
| In famiglia | Neruda, Il figlio: l’amore che dà vita nuova. Sbarbaro, Padre, se anche tu non fossi il mio: amore per il padre, nonostante un rapporto difficile. |
| Felice, in coppia | Prévert, I ragazzi che si amano: due ragazzi così innamorati da non vedere il mondo intorno. Rimbaud, Sogno invernale. Emily Dickinson, Ah, notti folli: la passione come una tempesta di mare. |
| Oltre la realtà | Pavese, Incontro: una ragazza unita al ricordo della sua terra. Montale, Ho sceso, dandoti il braccio: l’amore per la moglie continua anche dopo la morte. |
| Sofferto | Saffo e Catullo, nell’antichità: la passione che fa soffrire. Strand, Mare nero: l’attesa inutile di una persona che non arriva. |
I grandi poeti, in breve
La poesia è una delle forme d’arte più antiche. Petrarca diceva che dura più a lungo dei monumenti di bronzo. Ecco un viaggio veloce nel tempo.
- Grecia anticaOmero: Iliade e Odissea, le storie di Achille e Ulisse. Forse non è mai esistito davvero. Saffo, poetessa, canta l’amore non corrisposto.
- Roma anticaCatullo: poesie brevi su amore e vita di tutti i giorni («dammi mille baci…»). Virgilio e Ovidio scrivono nell’età di Augusto, che protegge i poeti.
- 1200Nasce la poesia in volgare, la lingua del popolo. San Francesco, Cantico delle creature («frate sole, sora luna»). Cecco Angiolieri, S’i’ fosse foco: poesia comica e aggressiva.
- 1300Le «tre corone»: Dante (Divina Commedia, Beatrice), Petrarca (Canzoniere, Laura), Boccaccio (Decameron, Fiammetta).
- 1500Rinascimento: Ariosto, Orlando furioso; Tasso, Gerusalemme liberata.
- 1800Leopardi: il «pessimismo cosmico», l’uomo è destinato a soffrire. L’infinito: «e il naufragar m’è dolce in questo mare». I poeti maledetti francesi (Rimbaud, Verlaine, Baudelaire). Emily Dickinson negli Stati Uniti.
- 1900Yeats in Irlanda. Ungaretti, soldato nella Prima guerra mondiale: «M’illumino / d’immenso». Montale, premio Nobel nel 1975: una poesia senza illusioni.
Come analizzare una poesia
Cinque passi, sempre nello stesso ordine. Servono per lo studio e per la verifica.
- Leggi la poesia due volte, anche ad alta voce. Cerca sul vocabolario le parole che non conosci.
- Di che cosa parla? Scrivilo in una frase (significato letterale, denotazione).
- Chi parla e a chi? Trova l’io lirico e l’eventuale interlocutore.
- Com’è fatta? Conta i versi e le strofe, trova lo schema delle rime e le parole messe in rilievo (inizio e fine verso, versi brevi). Cerca le figure retoriche.
- Che messaggio vuole dare il poeta? Spiega il significato più profondo (connotazione) e che cosa ha detto a te.
Ripasso
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Spiegalo con parole tue
Scegli il modo che preferisci: a voce, con un disegno, con una mappa o per iscritto. Puoi usare anche la tua lingua per prendere appunti.
- Spiega a un compagno la differenza tra poesia e prosa.
- Inventa una similitudine e trasformala in metafora.
- Scegli una canzone che ti piace: trova una rima, un’anafora o una metafora.
- Disegna lo schema di un sonetto (quante strofe, quanti versi).
Le parole della poesia in 6 lingue
Molte di queste parole sono simili in tante lingue. Conosci la parola nella tua lingua? Usala per ricordare quella italiana. Scegli quale lingua vedere accanto all’italiano.
| Italiano | English | Español | Română | Shqip | العربية |
|---|---|---|---|---|---|
| poesia | poem, poetry | poema, poesía | poezie | poezi | قصيدة، شِعر |
| poeta | poet | poeta | poet | poet | شاعر |
| verso | line (of a poem) | verso | vers | varg | بيت شعري |
| strofa | stanza | estrofa | strofă | strofë | مقطع شعري |
| rima | rhyme | rima | rimă | rimë | قافية |
| sillaba | syllable | sílaba | silabă | rrokje | مقطع صوتي |
| ritmo | rhythm | ritmo | ritm | ritëm | إيقاع |
| significato | meaning | significado | sens, înțeles | kuptim | معنى |
| similitudine | simile | símil, comparación | comparație | krahasim | تشبيه |
| metafora | metaphor | metáfora | metaforă | metaforë | استعارة |
| sonetto | sonnet | soneto | sonet | sonet | سونيتة |
Ogni lingua ha la sua poesia. Nella tua lingua c’è una poesia o una canzone che conosci a memoria? Prova a cercare le rime e le figure retoriche anche lì: funzionano allo stesso modo.