Come si arriva alla Prima guerra mondiale? Qui trovi la storia a tappe: le grandi potenze, la Belle Époque, tre pensatori che hanno cambiato il modo di vedere il mondo, le alleanze, le crisi e infine la scintilla di Sarajevo. Ogni tappa è una scheda da aprire. In fondo c’è il ripasso.
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In breve: le 6 cose da sapere
Nel 1871 nasce l’Impero tedesco. In Europa ci sono ora cinque grandi potenze che si guardano con sospetto.
Dal 1890 al 1914 è la Belle Époque: elettricità, cinema, automobili, fiducia nel progresso. Ma è «bella» solo per una parte delle persone.
Marx, Nietzsche e Freud sono i maestri del sospetto: dicono che dietro quello che vediamo si nasconde altro. Le certezze dell’Ottocento si incrinano.
L’Europa si divide in due blocchi: Triplice Alleanza (Germania, Austria-Ungheria, Italia) e Triplice Intesa (Francia, Regno Unito, Russia).
Le cause profonde sono quattro: nazionalismo, imperialismo, alleanze, corsa agli armamenti. I Balcani sono la «polveriera d’Europa».
Il casus belli è l’attentato di Sarajevo (28 giugno 1914). In poco più di un mese le alleanze trascinano in guerra tutta l’Europa: è l’effetto domino.
Parte 1
La linea del tempo
Ventitré tappe, dal 1867 al 1914. Tocca una tappa per aprire la sua scheda: che cosa succede e perché conta per la guerra.
Le tappe sono divise in quattro periodi. Tocca un periodo per andarci subito.
Ogni tappa ha un tema, con un’icona e un colore. Puoi vedere solo un tema alla volta.
Tappe mostrate: 23.
Le grandi potenze dal 1867 al 1889
Che cosa succede
Il filosofo tedesco Karl Marx pubblica il primo volume del Capitale. Studia le fabbriche e il lavoro degli operai.
Perché conta
Le sue idee danno forza ai partiti socialisti e ai sindacati. Molti socialisti pensano che gli operai di tutti i paesi siano fratelli e non debbano combattere tra loro. Nel 1914 però quasi tutti i partiti socialisti votano a favore della guerra del proprio paese.
La Prussia vince la guerra contro la Francia. Il 18 gennaio 1871, a Versailles, viene proclamato l’Impero tedesco. Il primo ministro è Otto von Bismarck. La Francia perde due regioni: Alsazia e Lorena.
Perché conta
Nel cuore dell’Europa nasce una nuova potenza, forte nell’industria e nell’esercito. La Francia vuole la rivincita e riprendersi le due regioni: questo desiderio si chiama revanscismo.
Che cosa succede
Germania, Austria-Ungheria e Italia firmano un’alleanza difensiva: se una viene attaccata, le altre la aiutano.
Perché conta
È il primo dei due blocchi che si scontreranno nel 1914. L’Italia però ha un problema: Trento e Trieste, che molti italiani vogliono, sono dentro l’Austria-Ungheria, cioè dentro un paese alleato.
Il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche scrive La gaia scienza. Dentro c’è una frase famosa: «Dio è morto».
Perché conta
Nietzsche dice che i vecchi valori non reggono più. Molte persone sentono di vivere in un’epoca senza certezze. Dopo la sua morte alcune sue idee vengono usate e deformate dai nazionalisti.
Dal 1884 al 1885, alla Conferenza di Berlino, i paesi europei stabiliscono le regole per prendersi l’Africa. Nessun africano è invitato.
Perché conta
È il cuore dell’imperialismo: le potenze fanno a gara per avere colonie, cioè terre da cui prendere materie prime e dove vendere merci. La gara crea rivalità tra europei. Per milioni di africani significa perdere la propria terra e la libertà.
Che cosa succede
Parigi ospita l’Esposizione universale: i paesi mostrano le loro invenzioni e le loro macchine. Per l’occasione viene costruita la Torre Eiffel, in ferro.
Perché conta
È il simbolo della fiducia nella scienza e nella tecnica: il positivismo. Ma le Esposizioni sono anche una gara tra nazioni: ognuna vuole mostrare di essere la più forte.
Il nuovo imperatore tedesco, Guglielmo II, manda via Bismarck. Bismarck voleva tenere la Francia isolata e restare in pace con la Russia. Guglielmo II vuole invece che la Germania diventi una potenza mondiale, con colonie e una grande flotta.
Perché conta
La Germania non rinnova l’accordo con la Russia. Così la Russia si avvicina alla Francia, e il Regno Unito comincia a temere la flotta tedesca.
Che cosa succede
Francia e Russia firmano un’alleanza militare: se la Germania attacca una delle due, l’altra interviene.
Perché conta
La Germania ora ha un nemico a ovest (Francia) e uno a est (Russia). Per questo prepara un piano per vincere in fretta prima contro la Francia, passando per il Belgio: lo applicherà nel 1914.
Che cosa succede
Il 28 dicembre 1895, a Parigi, Auguste e Louis Lumière fanno la prima proiezione pubblica a pagamento. Negli stessi anni arrivano l’elettricità nelle città, il telefono, l’automobile e, nel 1903, l’aereo.
Perché conta
La vita cambia in fretta e molti pensano che il progresso non si fermerà mai. Le stesse tecnologie (motori, chimica, telegrafo) serviranno anche a fare la guerra.
L’Italia vuole conquistare l’Etiopia. Il 1° marzo 1896, ad Adua, l’esercito etiope dell’imperatore Menelik II sconfigge quello italiano.
Perché conta
L’Etiopia resta indipendente: è uno dei due soli paesi africani liberi all’inizio del Novecento. In Italia la sconfitta brucia, e il desiderio di una rivincita coloniale porterà alla guerra di Libia nel 1911.
Che cosa succede
Il medico austriaco Sigmund Freud, a Vienna, pubblica L’interpretazione dei sogni (sul libro c’è la data 1900). Nasce la psicoanalisi.
Perché conta
Freud mostra che dentro di noi c’è l’inconscio: desideri e paure che non conosciamo. L’essere umano non è guidato solo dalla ragione. Dopo lo scoppio della guerra, nel 1915, Freud scrive che la guerra ha fatto cadere la vernice della civiltà.
Francia e Regno Unito, rivali da secoli, si accordano sulle colonie: il Regno Unito tiene l’Egitto, la Francia può occuparsi del Marocco.
Perché conta
Non è ancora un’alleanza militare, ma i due paesi smettono di essere nemici e cominciano a collaborare contro la Germania.
Le crisi dal 1905 al 1913
Che cosa succede
Guglielmo II va a Tangeri, in Marocco, e dice che il Marocco deve restare indipendente. È una sfida alla Francia, che vuole controllarlo.
Perché conta
La Germania vuole dividere Francia e Regno Unito, ma ottiene l’effetto opposto: i due paesi si uniscono ancora di più. Nel 1911 ci sarà una seconda crisi del Marocco, ad Agadir.
Che cosa succede
Il Regno Unito vara la Dreadnought, una corazzata più veloce e più armata di tutte le altre. La Germania risponde costruendo navi simili.
Perché conta
È la corsa agli armamenti: ogni potenza spende di più per esercito e flotta, perché ha paura delle altre. Più armi ci sono, più cresce la paura.
L’Austria-Ungheria annette la Bosnia ed Erzegovina, che già amministrava dal 1878.
Perché conta
In Bosnia vivono molti serbi. La Serbia sogna di unire tutti gli slavi del sud e si sente minacciata. La Russia, che protegge la Serbia, deve cedere ma non dimentica. Tra Austria e Serbia nasce un odio che esploderà a Sarajevo, capitale della Bosnia.
Che cosa succede
Il poeta Filippo Tommaso Marinetti pubblica a Parigi il Manifesto del Futurismo. Celebra la velocità, le macchine, la città moderna. Scrive che la guerra è la «sola igiene del mondo».
Perché conta
Mostra un’idea diffusa tra molti giovani e intellettuali: la guerra vista come avventura, pulizia, rinascita. Nessuno immagina quanto sarà lunga e terribile.
Che cosa succede
Dal 1911 al 1912 l’Italia combatte contro l’Impero ottomano e conquista la Libia. La popolazione libica resiste per molti anni.
Perché conta
L’Impero ottomano esce indebolito. I piccoli stati dei Balcani ne approfittano subito per attaccarlo.
Che cosa succede
Dal 1912 al 1913 ci sono due guerre nei Balcani. Nella prima Serbia, Montenegro, Grecia e Bulgaria cacciano gli ottomani da quasi tutta l’Europa. Nella seconda litigano tra loro per dividersi le terre conquistate.
Perché conta
La Serbia esce più grande e più forte. L’Austria-Ungheria la vede come un pericolo. I Balcani diventano la polveriera d’Europa: basta una scintilla.
A Sarajevo, capitale della Bosnia, Gavrilo Princip, uno studente serbo-bosniaco di 19 anni, spara e uccide Francesco Ferdinando, l’erede al trono d’Austria-Ungheria, e sua moglie Sofia. Princip fa parte di un gruppo di giovani nazionalisti aiutato da un’organizzazione segreta serba, la Mano Nera.
Perché conta
È il casus belli, cioè il fatto che fa scoppiare la guerra. L’Austria-Ungheria accusa la Serbia e decide di punirla.
L’Austria-Ungheria manda alla Serbia un ultimatum: una lista di richieste da accettare entro 48 ore, altrimenti sarà guerra. La Serbia accetta quasi tutto, ma non la richiesta di far indagare la polizia austriaca sul proprio territorio.
Perché conta
L’ultimatum è scritto per essere rifiutato. L’Austria-Ungheria considera la risposta insufficiente.
L’Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia. Nei giorni successivi entrano in guerra Russia, Germania, Francia e Regno Unito.
Perché conta
Un conflitto locale diventa in una settimana una guerra europea, e poi mondiale. Il 3 agosto l’Italia si dichiara neutrale: entrerà in guerra solo nel maggio 1915, ma dalla parte dell’Intesa.
Da ricordareIn quarant’anni l’Europa diventa più ricca e più moderna, ma anche più divisa e più armata. Le tensioni si accumulano lentamente; la guerra scoppia in poche settimane.
Parte 2
La Belle Époque: bella per chi?
Belle Époque in francese vuol dire «epoca bella». È il nome che viene dato, dopo la guerra, agli anni dal 1890 circa al 1914. Chi era sopravvissuto alle trincee ricordava quel tempo come un’età felice e spensierata.
Era davvero bella? Dipende da chi la guardi.
☀️ Le luci
Elettricità: lampadine nelle strade e nelle case delle città.
Nuovi mezzi: automobile, tram elettrico, bicicletta, aereo (1903).
Nuove comunicazioni: telefono, telegrafo senza fili, cinema.
Medicina: vaccini, più igiene, si vive più a lungo.
Tempo libero: caffè, teatri, grandi magazzini, sport, vacanze al mare per i borghesi.
Scuola: più bambini imparano a leggere e scrivere.
🌑 Le ombre
Operai: lavorano 10-12 ore al giorno, anche i bambini, in fabbriche pericolose.
Povertà: nelle campagne e nelle periferie si vive in case piccole e malsane.
Emigrazione: milioni di italiani partono per l’America in cerca di lavoro.
Colonie: in Africa e in Asia milioni di persone sono dominate dagli europei.
Donne: non possono votare in quasi nessun paese.
Nazionalismo: cresce l’idea che la propria nazione sia superiore alle altre.
Accanto alla fiducia nel progresso cresce anche un senso di inquietudine. Gli artisti e i pensatori lo sentono prima degli altri.
Da ricordareLa Belle Époque è un’età di progresso e di ottimismo, soprattutto per la borghesia delle città. Ma dietro la vetrina ci sono povertà, colonie e rivalità tra nazioni.
Nell’Ottocento molti pensano che la ragione e la scienza possano spiegare tutto. Tre pensatori dicono invece: le cose non sono come sembrano. Dietro quello che vediamo c’è qualcosa di nascosto.
Nel 1965 il filosofo francese Paul Ricœur li ha chiamati i maestri del sospetto.
KM
Karl Marx tedesco, 1818-1883
In una frase
Dietro la politica ci sono i soldi.
Dove guarda
Nell’economia e nel lavoro.
Che cosa scopre
La società è divisa in classi: chi possiede le fabbriche (borghesia) e chi ci lavora (proletariato). Leggi, religione e idee servono spesso a proteggere chi comanda.
Che cosa c’entra con la guerra
Per i marxisti la gara per le colonie e i mercati è una delle cause della guerra. I socialisti sperano di fermarla, ma nel 1914 il nazionalismo è più forte.
FN
Friedrich Nietzsche tedesco, 1844-1900
In una frase
Dietro i valori c’è la volontà di potenza.
Dove guarda
Nella morale, cioè nelle idee di bene e di male.
Che cosa scopre
I valori che sembrano eterni sono stati creati dagli esseri umani. «Dio è morto» vuol dire: le vecchie certezze sono finite. L’uomo deve creare valori nuovi.
Che cosa c’entra con la guerra
Racconta la crisi delle certezze del suo tempo. Dopo la sua morte alcune sue idee vengono deformate e usate per esaltare la forza e la guerra.
SF
Sigmund Freud austriaco, 1856-1939
In una frase
Dietro la ragione c’è l’inconscio.
Dove guarda
Nella mente: sogni, dimenticanze, lapsus.
Che cosa scopre
Una parte di noi, l’inconscio, contiene desideri e paure che non conosciamo ma che guidano le nostre azioni. Non siamo del tutto padroni di noi stessi.
Che cosa c’entra con la guerra
Spiega che dentro gli esseri umani ci sono anche spinte aggressive. Nel 1915, a guerra iniziata, scrive che la civiltà è solo uno strato sottile sopra quelle spinte.
Da ricordareMarx, Nietzsche e Freud non hanno causato la guerra. Ma mostrano che la fiducia dell’Ottocento nella ragione e nel progresso si sta incrinando: economia, potere e inconscio contano più di quanto si pensasse.
Parte 4
L’Europa nel 1914: due blocchi
Nel 1914 le grandi potenze europee sono legate da alleanze. Ogni paese pensa che l’alleanza lo protegga. In realtà, se scoppia una lite, le alleanze trascinano tutti dentro.
dal 1882Triplice Alleanza
Germania
Austria-Ungheria
Italia (neutrale nel 1914)
⚔️ rivali
dal 1907Triplice Intesa
Francia
Regno Unito
Russia
I legami che contano nel luglio 1914
Russia → Serbia: la Russia protegge la Serbia, perché sono entrambi popoli slavi e di religione ortodossa.
Germania → Austria-Ungheria: la Germania promette di aiutare l’Austria-Ungheria in ogni caso.
Francia ↔ Russia: se la Germania attacca la Russia, la Francia interviene.
Regno Unito → Belgio: il Regno Unito garantisce che il Belgio resti neutrale. Se qualcuno lo invade, il Regno Unito entra in guerra.
Perché l’Italia nel 1914 resta neutrale?
La Triplice Alleanza è un patto difensivo: obbliga ad aiutare un alleato attaccato. Ma nel 1914 è l’Austria-Ungheria ad attaccare la Serbia, e non avverte l’Italia. Il governo italiano dichiara quindi la neutralità il 3 agosto 1914. Nel 1915, con il Patto di Londra, l’Italia passa dalla parte dell’Intesa, che le promette Trento, Trieste e altre terre.
Da ricordareLe alleanze nascono per difendersi, ma trasformano una lite tra due paesi in una guerra tra blocchi.
Parte 5
La polveriera e la scintilla
Gli storici distinguono due tipi di cause. Immagina una polveriera, un deposito pieno di polvere da sparo, e un fiammifero.
💣 La polveriera: le 4 cause profonde
Si accumulano in molti anni. Da sole non fanno scoppiare la guerra, ma la rendono possibile.
1. Nazionalismo Ogni popolo pensa che la propria nazione sia la migliore. Alcuni popoli senza stato (come gli slavi del sud nell’Austria-Ungheria) vogliono l’indipendenza.
2. Imperialismo Le potenze fanno a gara per conquistare colonie e mercati in Africa e in Asia. Le crisi del Marocco nascono da qui.
3. Alleanze L’Europa è divisa in due blocchi. Un conflitto locale può coinvolgere tutti.
4. Corsa agli armamenti Eserciti sempre più grandi, flotte, piani di guerra già pronti. Chi si muove per primo pensa di vincere.
🔥 La scintilla: il casus belli
Casus belli è un’espressione latina: vuol dire «occasione della guerra». È il fatto che accende la miccia. Nel 1914 è l’attentato di Sarajevo.
Prova tu: polveriera o scintilla?
Per ogni frase scegli se è una causa profonda o il casus belli.
Risposte giuste: 0 su 6.
Da ricordareLe cause profonde spiegano perché c’è stata la guerra; il casus belli spiega quando e come è cominciata.
Parte 6
Luglio 1914: l’effetto domino
Dall’attentato alla guerra europea passano 37 giorni. Ogni decisione fa cadere la tessera successiva, come nel domino. Premi il pulsante per far cadere una tessera alla volta.
28 giugno 1914SarajevoGavrilo Princip uccide l’erede al trono austriaco, Francesco Ferdinando.l’Austria-Ungheria accusa la Serbia e vuole punirla.
5 luglioGermaniaLa Germania promette all’Austria-Ungheria pieno sostegno: l’«assegno in bianco».l’Austria-Ungheria si sente forte e decide di essere durissima.
23 luglioAustria-UngheriaUltimatum alla Serbia: 48 ore per accettare tutte le richieste.la Serbia accetta quasi tutto, ma non tutto. L’Austria-Ungheria rompe i rapporti.
28 luglioAustria-UngheriaDichiara guerra alla Serbia.la Russia, protettrice della Serbia, si prepara a intervenire.
30 luglioRussiaLo zar Nicola II ordina la mobilitazione generale: l’esercito si prepara alla guerra.la Germania si sente minacciata e chiede alla Russia di fermarsi.
1° agostoGermaniaDichiara guerra alla Russia.la Francia, alleata della Russia, mobilita il suo esercito.
3 agostoGermaniaDichiara guerra alla Francia. Lo stesso giorno l’Italia si dichiara neutrale.per colpire la Francia in fretta, la Germania passa dal Belgio, che è neutrale.
4 agostoRegno UnitoLa Germania invade il Belgio. Il Regno Unito, che garantiva la neutralità del Belgio, dichiara guerra alla Germania.in 37 giorni un attentato in Bosnia diventa una guerra tra le grandi potenze. È la Prima guerra mondiale.
Da ricordareNessuno dei governi voleva una guerra lunga quattro anni. Molti pensavano che sarebbe finita «per Natale». Le alleanze e i piani militari già pronti hanno reso difficile fermarsi.
Parte 7
Ripasso
Metti in ordine
Usa le frecce ↑ e ↓ per mettere le tappe dalla più antica alla più recente. Poi premi «Controlla». Se ti serve, puoi far comparire gli anni.
Domande
Scegli una risposta e premi «Controlla». Puoi riprovare tutte le volte che vuoi.
Risposte corrette: 0 su 10.
Spiegalo con parole tue
Scegli una sola attività e il modo che preferisci: a voce, con un disegno, con una mappa, con un fumetto o per iscritto. Puoi prendere appunti anche nella tua lingua.
Spiega a un compagno la differenza tra causa profonda e casus belli, con un esempio della tua vita (un litigio che covava da tempo e la goccia che ha fatto traboccare il vaso).
Disegna l’effetto domino del luglio 1914 con le tessere e i nomi dei paesi.
Scegli uno dei tre maestri del sospetto e racconta in tre frasi che cosa ha «scoperto».
Sei un operaio, un’emigrante o un borghese di Parigi nel 1900: racconta la tua Belle Époque in cinque righe o in un audio di un minuto.
Parte 8
Parole in sei lingue
Le parole chiave della lezione in sei lingue. Servono a tutti: confrontare le lingue aiuta a ricordare le parole. Puoi vedere una lingua alla volta.
Italiano
English
Español
Română
Shqip
العربية
guerra
war
guerra
război
luftë
حرب
pace
peace
paz
pace
paqe
سلام
alleanza
alliance
alianza
alianță
aleancë
تحالف
nazionalismo
nationalism
nacionalismo
naționalism
nacionalizëm
القومية
imperialismo
imperialism
imperialismo
imperialism
imperializëm
الإمبريالية
colonia
colony
colonia
colonie
koloni
مستعمرة
armi
weapons
armas
arme
armë
أسلحة
causa
cause
causa
cauză
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neutral
neutral
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