Archivio BullismoOnline
Nel 2009, in Italia, il cyberbullismo non aveva ancora un nome condiviso. Non c'era una legge, la 71/2017 sarebbe arrivata otto anni dopo, non c'erano linee guida per le scuole, e per genitori e insegnanti che si trovavano davanti a una cosa che non sapevano nominare c'era pochissimo materiale scritto da chi lavorava davvero con gli adolescenti.
BullismoOnline è nato lì, come uno dei primi presìdi divulgativi italiani sul tema, e l'ho tenuto per undici anni. La tesi del progetto, tenuta dall'inizio alla fine, era che il cyberbullismo non fosse un problema di tecnologia da spegnere ma la convergenza di un disagio che passa attraverso il digitale semplicemente perché è lì che gli adolescenti vivono le relazioni. Mai allarmismo, mai «togliete il cellulare», sempre il tentativo di rendere leggibile agli adulti quello che i ragazzi già facevano.
I contenuti si fermano al settembre 2020. Questa pagina non è una ripubblicazione, è una rilettura. Ho riletto tutti e quarantotto gli articoli e li ho divisi in tre pile: quelli che reggono ancora oggi, quelli che non reggono più come consiglio ma valgono come documento d'epoca, e quelli che è meglio lasciare dove sono. Qui trovi le prime due, con l'indicazione esplicita, articolo per articolo, di che cosa è invecchiato.
Ho tenuto il dominio bullismoonline.it dal 2009 al 13 febbraio 2026, data di scadenza dell'ultimo rinnovo a mio nome. Non l'ho rinnovato, e dopo la scadenza qualcun altro l'ha registrato.
Il dominio bullismoonline.it non è più mio, e il sito che ci sta sopra oggi non ha nulla a che fare con me.
Non lo gestisco, non lo scrivo, non l'ho ceduto, non ne rispondo, non ne condivido i contenuti, e non ho alcun rapporto con chi lo pubblica. Se hai trovato lì testi che sembrano miei, gli originali sono qui, con la data, la firma e la licenza in chiaro.
La copia integrale e non modificata di tutti e quarantotto gli articoli, compresi quelli che non ho ripreso in questa pagina, sta nell'archivio completo, il cui sorgente con la storia dei commit è pubblico su GitHub.
➤ La dichiarazione per esteso, con le date. È la pagina da citare o inoltrare se qualcuno ti chiede se quel sito è mio.
Quello che regge ancora (11)
Meccanismi psicologici e cornici concettuali che non dipendono da una piattaforma, da un dato d'epoca o da una norma. Li userei ancora oggi in formazione, così come sono.
“Quale senso della vita per i nostri ragazzi?”
Il digitale come luogo di vita e non come problema, e il comportamento dei ragazzi come risposta adattiva all'ambiente che gli adulti hanno costruito.
Videogiochi violenti: uno studio mette in discussione gli effetti sui giovani
Uno studio longitudinale su 15.000 soggetti non trova correlazione fra videogiochi violenti e aggressività, e la direzione causale sembra opposta a quella che si assume.
Processi socio-cognitivi individuali e di classe nel bullismo: uno studio multilivello longitudinale a breve termine
Sintesi di uno studio multilivello su disimpegno morale collettivo e autoefficacia del difensore come predittori del bullismo a livello di classe.
Le storie: perché sono così importanti per le piattaforme social e per i nostri ragazzi
Perché il formato effimero è un'arma nella guerra per l'attenzione: flusso di micromomenti, perdita della percezione del tempo, esclusività imposta dall'attimo fuggente.
Strane socializzazioni nelle chat dei giochi dei nostri ragazzi
Le chat dei giochi multiplayer come palestra di abilità sociali: clan, gerarchie, leadership, lealtà e tradimento.
I nostri ragazzi da consumatori passivi a consumatori attivi
I ragazzi non leggono e non si informano meno: cambiano il contenitore. Separare il medium dal contenuto per capire cosa stanno davvero facendo.
È diventato Virale! Le emozioni dietro le condivisioni
Perché un contenuto diventa virale, con il modello delle emozioni di Plutchik. In premessa il punto più utile: il cyberbullismo ha bisogno della viralità per funzionare.
Come ho usato Clash of Clans per iniziare con un adolescente
Racconto clinico in prima persona: usare il videogioco del ragazzo come chiave di ingaggio per costruire l'alleanza terapeutica con un quattordicenne chiuso.
Cos’è il Cyberbullismo? L’Idra 2.0
La metafora che ha retto tutto il progetto: il cyberbullismo come Idra, con i tre ruoli che si sfumano, l'osservatore come attore decisivo, e il passaggio del genitore da monitore a mentore.
Davvero privare i ragazzi dell’uso dei loro dispositivi digitali incrementa le loro abilità interpersonali?
Demolizione metodologica di uno studio molto citato sul campo estivo senza dispositivi: gruppi non randomizzati, baseline diverse, nessun controllo di umore e motivazione.
Cyberbulllismo e bullismo tradizionale: un po’ di numeri
Il cyberbullismo raramente è un fenomeno puro, e quasi mai è fattore unico nei suicidi adolescenziali: la sovrapposizione con il bullismo offline è la regola.
Documenti d'epoca (5)
Non li userei più come consiglio, e ognuno di questi porta in testa un riquadro che dice esattamente che cosa è invecchiato. Valgono per un'altra ragione: dicono che cosa si era capito allora e che cosa ci si raccontava. Un archivio che dichiara anche le cose sbagliate è più utile di uno ripulito.
Cyberbullismo e la Legge: perchè è così difficile?
Perché il cyberbullismo sfugge a una definizione giuridica, con il caso del video che diventa virale per ricondivisioni successive e l'intenzione che si diluisce.
Disconnect, il film sul Cyberbullismo: è il caso di mostrarlo ai nostri adolescenti?
Se e come proporre agli adolescenti un film sul cyberbullismo, con la tesi che il Web sia amplificatore e non causa del disagio.
Glossario del Cyberbullismo e del Web dei nostri Adolescenti
Glossario per genitori: le forme di aggressione online secondo la tassonomia Willard, e le piattaforme che nel 2014 contavano.
Ecco come un eccessivo Multitasking potrebbe influenzare il tuo Cervello
Uno studio di neuroimaging associa il media multitasking a una minore densità di materia grigia nella corteccia cingolata anteriore, con riserva esplicita sulla direzione causale.
Siamo consapevoli dei rischi derivanti dalla perdita del nostro smartphone?
Uno studio sulla scarsa preparazione degli utenti alla perdita o al furto dello smartphone, fra ignoranza delle contromisure e negazione del rischio.
Sostanziosi, ma non li ho ripubblicati qui (16)
Questi articoli hanno valore, ma per ciascuno c'è una ragione precisa per cui la loro casa resta l'archivio completo e non questo sito. La più frequente: non sono miei. BullismoOnline non è stato un blog personale, e i pezzi firmati da altri restano di chi li ha scritti.
E i restanti sedici
Degli articoli originali ne restano sedici che non compaiono in nessuna delle liste qui sopra: annunci di iniziative scadute nel 2015, interviste di lancio di libri con link di affiliazione, pagine indice il cui contenuto stava tutto in collegamenti esterni oggi morti, e un pezzo del 2020 che presentava il cyberbullismo come un problema di password e VPN, cosa che non è. Restano nell'archivio completo, dove sono sempre stati, non modificati. Non li nascondo e non li valorizzo: erano in buona parte il prezzo che si pagava per tenere aperto un presidio divulgativo gratuito, ed è giusto che si veda.
C'è poi un articolo che considero un errore, un commento del 2016 al modo in cui una parlamentare rispose agli insulti sessisti che riceveva. All'epoca mi sembrava la posizione comprensiva. Oggi ci leggo un'asimmetria che allora non vedevo: spiegare l'aggressore e correggere la vittima. Non l'ho tolto, non l'ho riscritto e non lo linko: se un giorno lo riprenderò sarà per scriverci sopra, non per ripubblicarlo.
Quello che è successo dopo lo trovi nell'Osservatorio, dove ogni settimana annoto quello che leggo su tecnologia, educazione, psicologia digitale e inclusione. Alcune delle domande poste qui dentro fra il 2014 e il 2020 sono ancora aperte, e ogni tanto tornano lì.
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