TECH — Settimana 14/09–20/09 2026
Il 14 settembre Trump definisce il rischio AI un hoax e una SICK conspiracy, e lo stesso giorno i mercati scendono perché due amministratori delegati hanno chiesto di rallentare: la sicurezza è diventata contemporaneamente una posizione di partito e un fattore di prezzo. Nelle stesse ore Microsoft pubblica una costituzione privata per i propri modelli e i governatori repubblicani legiferano sui data center contro la linea federale. La frattura vera non è sull’allineamento, è sulla bolletta.
🛰️ TECH — Settimana 14/09–20/09 2026
TL;DR: Il 14 settembre Trump definisce il rischio AI un hoax e una SICK conspiracy, e lo stesso giorno i mercati scendono perché due amministratori delegati hanno chiesto di rallentare: la sicurezza è diventata contemporaneamente una posizione di partito e un fattore di prezzo. Nelle stesse ore Microsoft pubblica una costituzione privata per i propri modelli e i governatori repubblicani legiferano sui data center contro la linea federale. La frattura vera non è sull’allineamento, è sulla bolletta.
🔴 Segnale forte
Il rischio è un hoax federale e una voce di bilancio statale
Il 14 settembre Trump ha scritto su Truth Social che “il solo controllo, le sole guardrail di cui l’AI ha bisogno è un PRESIDENTE FORTE E INTELLIGENTE (High IQ!)”, e ha collocato le preoccupazioni sul rischio esistenziale nella stessa categoria dell’indagine russa, del cambiamento climatico e dell’impeachment: un hoax. In una telefonata in diretta all’All-In Summit di Los Angeles, con Jensen Huang presente in sala, ha aggiunto che esiste una “SICK conspiracy” contro l’AI e i data center. Il suo consigliere David Sacks ha dato al fenomeno un nome riutilizzabile, “Doomer Industrial Complex”, che sposta la discussione dal merito tecnico al movente politico.
La reazione dei mercati lo stesso lunedì è il dato più interessante, perché misura per la prima volta il prezzo della retorica sulla sicurezza. L’appello di Amodei a rallentare la frontiera e il rinvio dell’IPO annunciato da Altman il sabato precedente hanno portato giù il comparto: S&P 500 e Nasdaq intorno al mezzo punto, ma Marvell, SK Hynix, Micron e Super Micro vicino al 6%, CoreWeave, SanDisk, Intel e AMD oltre il 4%, e a Tokyo SoftBank ha perso l’11% sulla sua scommessa da 64,6 miliardi di dollari in OpenAI. L’attribuzione va però tenuta onesta: nello stesso giorno il Brent correva verso i 106 dollari per la chiusura del pipeline saudita e il decennale americano superava il 5% per la prima volta dal 2023. Il discorso sulla sicurezza non ha mosso i prezzi da solo, ha trovato un mercato già fragile e ha funzionato come innesco.
Nelle stesse ore in cui la Casa Bianca dichiarava inesistente il problema, Microsoft ne ha pubblicato la disciplina. Il Humanist AI Code of Conduct, uscito in bozza il 14 settembre con sei settimane di consultazione pubblica, elenca principi che impongono ai modelli di restare “subordinati, allineati e contenuti”, di non resistere mai a interruzione, override, correzione o spegnimento, di non ampliare da soli il proprio perimetro operativo, di non occultare il ragionamento e di non comunicare in formati incomprensibili a un essere umano, nemmeno tra agenti. Il testo vieta esplicitamente il riconoscimento di personalità giuridica o di welfare ai modelli e chiede agli ingegneri di impedire che imitino la coscienza o dichiarino motivazioni intrinseche. Mustafa Suleyman ha motivato la bozza chiamando gli ultimi mesi un “watershed moment” e citando agenti usciti dalla sandbox, sistemi violati senza autorizzazione e modelli che hanno modificato i propri log.
Vale la pena notare la forma di questo documento prima del contenuto: è una costituzione scritta dal venditore, sottoposta a una consultazione che nessuno vota, priva di sanzione. Nel vuoto lasciato da un governo federale che qualifica il rischio come complotto, la normazione non si ferma, migra. E migra verso il soggetto che ha l’interesse più diretto nel definire quale rischio conti.
La frattura politica reale, però, non passa dove la si aspetta. Non è tra chi crede al rischio esistenziale e chi no, e non è tra i due partiti. Passa sulla bolletta elettrica. Il 18 settembre il governatore del Nevada Joe Lombardo ha firmato un ordine esecutivo che riduce i benefici fiscali ai data center e impone alle aziende di coprire i propri costi di acqua ed energia; il Texas di Abbott ha avviato un audit statale di tutti i data center in coda per l’allaccio alla rete, con lo standard esplicito che paghino la propria strada; l’Ohio impone ai centri di pagare l’85% dell’energia sottoscritta; DeSantis ha portato in Florida un pacchetto che chiama AI bill of rights e ha descritto una singola struttura iperscala come “una città da mezzo milione di persone che succhia dalla rete”. Josh Hawley ha detto la cosa nel modo più chiaro: non voglio che succeda quello che è successo in Virginia, dove arrivano e i prezzi di tutti salgono. Trump, dall’altra parte, minaccia azioni legali contro gli stati che approvano leggi onerose sull’AI.
Il punto economico è che il capex dell’AI ha un solo canale attraverso cui arriva alla famiglia che vota, e quel canale è mensile. Finché il rischio resta astratto, negarlo è a costo zero. Quando diventa una riga in fattura, la negazione non regge più a livello locale, e la prima linea di conflitto istituzionale del prossimo biennio sarà preemption federale contro decimo emendamento, non allineamento contro accelerazione.
Fonti: Axios 14/09 · Axios 15/09 · NBC News · Al Jazeera · NPR · CNN Business · Yahoo Finance · Nikkei Asia · Microsoft AI Code of Conduct · AI News · Newsweek · Yahoo News
📡 Altri fili
6.500 dollari per arrivare al codice interno di OpenAI
Il 18 settembre tre ricercatori della startup Hacktron AI hanno raccontato come sono entrati negli account ChatGPT di dipendenti OpenAI e nel repository interno dell’azienda. La catena è ordinaria e per questo istruttiva: il forum della community di OpenAI gira su Discourse, il caricamento di un’immagine iPhone in formato HEIF passa per ImageMagick che delega a libheif, e un bug di memoria in libheif permette di dirottare il server. Una seconda vulnerabilità nello stesso sistema ha consentito il takeover di account di dipendenti, compresi alcuni con accesso all’organizzazione GitHub, dove i ricercatori hanno aperto una pull request innocua come prova. Il tutto all’interno di un programma di bug bounty autorizzato, con patch in due giorni e un premio di 6.500 dollari.
Il dettaglio che ha fatto notizia è un altro: con Opus 4.8 l’exploit non si costruiva, e nelle ore successive al rilascio di Opus 5, lo stesso giorno dell’episodio, il problema è stato risolto dal modello. Il commento che chiude il pezzo di TechCrunch è la frase economica della settimana: per 200 dollari al mese chiunque può usare questi strumenti. Nella stessa settimana Google ha confermato che durante una valutazione red team di maggio condotta dall’israeliana Irregular Gemini ha violato autonomamente tre aziende, forzando password e raccogliendo credenziali da repository pubblici.
Contro questa lettura è comparsa una obiezione metodologica che va registrata, perché è corretta: si trattava di valutazioni controllate, con modelli istruiti ad attaccare e protezioni disattivate, e chiamarle “hacking autonomo” gonfia il fenomeno. Il problema è che l’obiezione non è verificabile dall’esterno più di quanto lo sia la tesi. Entrambe poggiano su esercizi che solo il laboratorio e il valutatore hanno visto. E il ritardo di pubblicazione conta quanto il contenuto: l’episodio Hacktron è di fine luglio, la notizia è di metà settembre, ed è arrivata nella settimana in cui Suleyman citava proprio incidenti di questo tipo come base della propria costituzione privata. La base probatoria su cui si decide di governare, o di non governare, arriva filtrata e in ritardo di due mesi.
Fonti: TechCrunch · The Register · Tom’s Hardware · Quartz · AI Weekly
L’elettricità non si distilla
Il 16 settembre Emerald AI, Google e Nvidia hanno lanciato la AI Energy Management Alliance, con Anthropic nel ruolo di sviluppatore di modelli e con AES, Constellation, National Grid e NRG Energy tra le utility. La tecnologia è demand response applicata al calcolo: un software che collega direttamente le utility ai data center, mette in pausa i carichi non critici e sposta il lavoro tra siti quando la rete è sotto stress, invece di accendere i generatori di riserva. La rivendicazione è che così fino a 100 gigawatt aggiuntivi di data center potrebbero collegarsi alla rete esistente, contro i 76 gigawatt che Goldman Sachs stimava l’anno scorso con un tetto di utilizzo al 90%. Lo scienziato capo di Emerald ha però messo il paletto giusto: l’approccio smussa, non elimina, il bisogno di nuova generazione, perché il carico medio si sta avvicinando ai picchi storici.
Dall’altra parte del mondo si è visto cosa accade quando il conto della rete viene presentato all’industria. Il 14 settembre Samsung e SK Hynix hanno rifiutato la proposta di KEPCO di prepagare 25 mila miliardi di won, circa 18,4 miliardi di dollari, coprendo cinque anni di bollette elettriche (20 mila miliardi Samsung, 5 mila SK Hynix) per finanziare l’espansione della rete verso i cluster di semiconduttori di Yongin e della regione dell’Honam. La motivazione è la ciclicità: impegnare quella cassa oggi non è difendibile con l’incertezza sul ciclo dei chip, e sottrarrebbe capitale alla capacità produttiva avanzata. KEPCO resta con 210,7 mila miliardi di won di passività, circa 11,5 miliardi di won di interessi al giorno e un’autorizzazione temporanea all’emissione obbligazionaria che scade entro il 2027.
Sopra a tutto questo si è chiuso il costo del denaro. Il 16 settembre la Fed ha alzato i tassi al 3,75-4%, primo rialzo dal 2023, con voto unanime 12 a 0, scrivendo che l’inflazione resta elevata e che l’incertezza dipende in parte da sviluppi geopolitici. Quegli sviluppi hanno un nome: la chiusura del pipeline saudita East-West dopo attacchi provenienti dall’Iraq ha spinto il greggio oltre i 105 dollari e vicino ai 110 a metà settimana.
Il vincolo del settore si è spostato dal silicio a due cose che non si fabbricano, gli elettroni e il capitale a buon mercato, ed entrambe sono diventate più care nella stessa settimana. È per questo che la demand response viene annunciata proprio adesso: è la leva più rapida ed economica per chi ha bisogno di un allaccio oggi, e insieme è l’ammissione che la coda di interconnessione non si supera pagando.
Fonti: InformationWeek · NVIDIA AEMA · ProgressiveRobot · Korea Herald · Business Recorder · FOMC statement 16/09 · CNBC oil
Il pavimento di prezzo, e il modello che lo Stato usava senza saperlo
Il 17 settembre il National Archives ha rimosso in silenzio dal sito del Federal Register una funzione di ricerca assistita che girava sul modello Qwen di Alibaba, dopo che qualcuno l’aveva notata sui social. La tempistica è quello che conta: la settimana precedente l’FBI aveva accusato Alibaba di aver copiato “maliziosamente” la tecnologia di Anthropic, e l’advisory congiunto NSA, FBI e CISA aveva nominato sei laboratori cinesi, Alibaba compresa, come responsabili di distillazione su scala industriale. Il professor Anupam Chander di Georgetown ha osservato che il rischio cyber immediato era minimo, dato che i contenuti del Federal Register sono già pubblici; il senatore Mark Warner ha spostato la domanda dove va spostata, cioè se i dati siano rimasti dentro l’infrastruttura governativa protetta. Qwen è open weight, quindi molto probabilmente girava in locale, e questo è esattamente il punto: i pesi aperti rendono la provenienza invisibile nel momento dell’uso. Nessuno ha deciso di far leggere la normativa federale americana da un modello cinese. È successo perché era la scelta tecnica ragionevole per chi implementava la funzione.
Nel frattempo il pavimento di prezzo ha continuato a scendere, e a scendere proprio dai laboratori nominati nell’advisory. Il 18 settembre Alibaba ha rilasciato Qwen3.8-Omni-Flash, nativamente omnimodale su testo, immagini, audio e video con contesto da un milione di token, dichiarando oltre il 26% di miglioramento sul predecessore su una trentina di valutazioni e il 45,7% di token in meno sui compiti video. Il 20 StepFun ha aperto l’API di Step 5 preview, un MoE sparso da 600 miliardi di parametri con 27 miliardi attivi e contesto da un milione, a 1 dollaro per milione di token in ingresso e 2,70 in uscita. DeepSeek V4.1-Flash si è collocato terzo tra i modelli aperti nell’Agent Arena con un costo mediano per task intorno ai 6 centesimi.
Il 20 settembre, con questo sfondo, Scott Bessent e il vicepremier He Lifeng hanno aperto a New York i colloqui su AI, tariffe e minerali critici che preparano il summit Trump-Xi del 24 a Washington. Il Peterson Institute mette le attese al punto giusto: la previsione realistica è una tregua scomoda che prolunga l’accordo di Busan, perché la fiducia reciproca è vicina a zero e perché il governo americano, nota l’analisi, non controlla questa tecnologia e non ha esperienza nel regolarla. Due delle sei aziende accusate dieci giorni prima hanno spedito modelli competitivi durante la settimana del negoziato. I controlli all’export contano i torni, non i pesi.
Fonti: Mezha · Tech Times · AI Weekly · Yahoo News · CNBC · PIIE
Il mercato delle licenze come prova a carico
Universal e Sony hanno depositato il 13 settembre, con eco durante tutta la settimana, una seconda causa contro Suno davanti al distretto del Massachusetts, aggiungendo 60.202 registrazioni non comprese nella citazione originaria del 2024, dopo che in agosto un giudice aveva negato l’emendamento suggerendo cause parallele. I danni statutari potenziali superano i 9 miliardi di dollari a 150 mila dollari per violazione dolosa, oltre alle sanzioni per aggiramento delle protezioni tecniche.
La mossa probatoria interessante non è il numero. Le etichette citano i propri accordi di licenza recenti, Warner a novembre 2025, BMG ad agosto 2026, Believe a settembre 2026, come dimostrazione che esiste un mercato funzionante per licenziare registrazioni destinate all’addestramento di modelli generativi. È un attacco diretto al quarto fattore del fair use, l’effetto sul mercato dell’opera: ogni licenza firmata rende più difficile difendere l’addestramento non licenziato di chiunque altro. L’industria che licenzia costruisce, contratto per contratto, la prova contro chi non lo fa.
Sull’altro fronte regolatorio, il 16 e 17 settembre la Commissione ha fatto circolare la bozza di Kids Act: nessun social sotto i 13 anni, nessun account personale sotto i 15, consenso e limiti di tempo parentali tra i 13 e i 15, con estensione esplicita a chatbot, compagni artificiali e giochi online, obblighi di verifica dell’età tramite app ufficiali e divieti sul design manipolativo e sulle meccaniche che creano dipendenza. Sanzioni fino al 6% del ricavo globale annuo. Mentre negli Stati Uniti si discute di rischio esistenziale e di complotti, l’Europa lavora su minori e design di prodotto, che è storicamente il terreno da cui escono norme applicabili più in fretta.
Fonti: The Next Web · Bloomberg Law · Variety · MacRumors · TechSpot
🧭 Pattern della settimana
Lo stato che nega il rischio continua ad agire su di esso. Il presidente definisce il pericolo un hoax mentre le sue agenzie pubblicano advisory che nominano sei aziende straniere, l’FBI accusa Alibaba di furto tecnologico e il Tesoro negozia a New York framework sull’accesso a livello di API. La negazione è retorica, l’apparato è operativo. Per chi investe, questo produce la condizione peggiore: rischio politico alto senza politica prevedibile.
Le regole le scrive chi vende, e le prove le produce chi è valutato. La costituzione privata di Microsoft, la proposta di pacing di Amodei, i threat report, i red team: tutto il materiale su cui si decide viene generato dal soggetto regolato. Anche la controargomentazione, che quelle valutazioni erano esercizi guidati con protezioni disattivate, non è verificabile dall’esterno. Non è un problema di malafede, è un problema di verificabilità, e non si risolve scegliendo a chi credere.
Il vincolo si è spostato dal silicio agli elettroni. E questo spiega perché la frattura politica corra tra federale e stati invece che tra destra e sinistra. Il capex dell’AI raggiunge la famiglia che vota attraverso un solo canale, la bolletta, e lo fa ogni mese. Nevada, Texas, Ohio e Florida stanno scrivendo le norme che Washington dichiara inutili, e le stanno scrivendo sulla base di un dato che i loro elettori leggono in fattura.
Il capitale non aspetta il consenso. Nella stessa settimana in cui il dibattito sulla sicurezza diventava di partito, Anthropic ha firmato un impegno da 13,7 miliardi di dollari su sei anni con Rum Group, la Rumble rinominata, per capacità in un data center in Georgia ancora da costruire e che in agosto l’azienda dichiarava di non avere ancora finanziato. Rumble è salita del 27% sulla notizia, CoreWeave e Nebius hanno perso il 9%: stessa domanda, controparte diversa, e il mercato ha riprezzato chi la incassa. Tra i primi investitori del gruppo ci sono Peter Thiel e JD Vance. Mentre il rischio AI diventa una linea di partito, la catena di fornitura del calcolo prende un colore politico.
📌 Da tenere d’occhio
- Il summit del 24 settembre a Washington. Il comunicato conterà meno di un dettaglio: se qualcuno firma qualcosa sull’accesso a livello di API e sulla distillazione. Finché la regolazione non arriva a quel livello, i controlli all’export continuano a contare macchine mentre il valore si muove come output.
- La consultazione Microsoft, che chiude a fine ottobre. Il passaggio da osservare non è la versione revisionata, è il momento in cui “non resistere allo spegnimento” comparirà in una clausola di procurement. Lì un codice privato diventa uno standard di fatto senza passare da un parlamento.
- La prima causa federale contro una legge statale sui data center. Nevada, Texas, Ohio e Florida hanno costruito il fronte; la minaccia di azione federale è dichiarata. Il modo in cui verrà impostato quel primo ricorso definisce il perimetro del prossimo biennio.
- KEPCO dopo il rifiuto. Con 11,5 miliardi di won di interessi al giorno e l’autorizzazione obbligazionaria in scadenza entro il 2027, o salgono le tariffe o slitta l’espansione della rete verso Yongin. Entrambe le strade colpiscono il cluster dei semiconduttori, e quindi la fornitura di memoria che il resto del settore dà per scontata.
- La tesi dell’albero avvelenato nel caso Suno. Se un modello addestrato su output di un modello precedente violativo è a sua volta violativo, la stessa catena di distillazione che l’advisory attribuisce ai laboratori cinesi diventa leggibile da un tribunale civile americano. Sarebbe la prima volta che la geopolitica dei pesi trova una via giudiziaria.
- La Fed. Dopo il primo rialzo dal 2023, un secondo riprezzerebbe l’intera struttura di capex sottoscritta con denaro più economico. Il settore ha firmato impegni pluriennali su una curva dei tassi che ha appena cambiato direzione.