Perché succede
Dentro la stessa app convivono due cose molto diverse: il flusso che scorre senza fine e i messaggi con le persone a cui tiene. Ridurre significa quasi sempre spegnere tutto e perdere anche la seconda, ed è per questo che i tentativi durano tre giorni. La domanda non è quanto tagliare, è che cosa tenere aperto. Nella mia pratica vedo che quando questa distinzione viene fatta ad alta voce, la riduzione diventa possibile senza diventare un isolamento.
Cosa puoi fare
- Decidete prima che cosa resta aperto. Una via d’uscita concordata in anticipo rende l’esperimento praticabile: un canale su cui gli amici lo trovano sempre, un orario in cui guarda i messaggi. Sapere di poterci rientrare è ciò che gli permette di uscire dal resto.
- Cercate insieme che cosa si può spegnere senza spegnere tutto. Aprite le impostazioni e guardate voce per voce cosa si può togliere: le notifiche, i suggerimenti, chi lo raggiunge. Non serve conoscerle prima, serve farlo insieme una volta, e poi sarà lui a continuare.
- Punta su una cosa sola che si ripete fuori. Un’attività fissa, lo stesso giorno ogni settimana, con persone che si rivedono. Vale più di cinque proposte diverse: il tempo che toglie ai social deve avere un posto dove andare, altrimenti torna indietro da solo.
- Non organizzare al posto suo. Non scrivere ai genitori dei suoi amici, non proporre tu il gruppo. Ogni volta che risolvi la parte sociale gli confermi che da solo non ce la farebbe, ed è esattamente la cosa di cui ha paura.
Cosa evitare
Non usare la connessione come leva quando litigate su altro. Il telefono è il posto dove stanno le sue relazioni: toglierlo per punizione sposta il conflitto su di te e gli lascia meno terreno sicuro, non di più. Ed evita di contrapporre gli amici veri a quelli online, perché per lui sono spesso le stesse persone.
Quando chiedere aiuto
Il segnale da guardare è l’evitamento, non le ore. Se rinuncia a cose che vorrebbe fare per non essere visto, se non va dove sa che ci saranno foto, se rifiuta inviti che prima accettava, la questione non è più il tempo passato sui social. Qui non si aspettano i mesi: la soglia arriva quando l’evitamento comincia a decidere le sue giornate.