Perché succede
Quasi tutti i genitori partono dal quanto, e quasi tutti i bambini sentono una privazione. Il risparmio imposto ha lo stesso problema di qualunque regola calata dall’alto: viene rispettato finché qualcuno guarda. Quello che cambia le cose non è la quota, è il traguardo: mettere da parte smette di essere una rinuncia nel momento in cui è la strada verso una cosa che vuole davvero. Nella mia pratica vedo bambini tenacissimi su obiettivi loro e completamente svogliati su obiettivi ragionevoli scelti da noi.
Cosa puoi fare
- Parti dal perché, non dal quanto. Prima si stabilisce per cosa, poi si decide la quota. Se l’ordine è invertito, hai un salvadanaio che si riempie e un bambino che non sa perché.
- L’obiettivo si trova in una conversazione a due. Non lo scegli tu e non lo lasci scegliere del tutto a lui: gli metti davanti possibilità diverse, un oggetto, un’esperienza, un regalo per qualcuno, e vedete insieme quale tiene.
- Rendilo visibile e a portata di mano. Una scala o un termometro disegnato su un cartone, colorato a ogni versamento. Il progresso che si vede fa più della somma che cresce e basta.
- A metà strada fate il punto. Quanto manca, quanto ci vorrà con questo ritmo, se conviene cambiare qualcosa. È il momento in cui un traguardo che sembrava impossibile diventa una cosa che si sta avvicinando.
- Se cede e spende i risparmi, non è un fallimento. Ricostruite cosa è successo e in che momento: dov’era, cosa aveva visto, come si è sentito subito dopo. La volta seguente riconoscerà lo stesso momento.
Cosa evitare
Non obbligarlo a mettere da parte una quota fissa senza obiettivo: impara a nascondere i soldi, non a risparmiare. Ed evita di aggiungere tu la differenza mancante quando manca poco, perché toglie proprio la parte che stava imparando, cioè che il traguardo arriva col tempo.
Quando chiedere aiuto
Che un obiettivo cambi o si esaurisca fa parte del gioco. Il segnale diverso è quando non ne resta nessuno: non desidera più niente, e con i desideri sono sparite anche le cose che gli piacevano, lo sport, gli amici, i giochi di prima. Se dura due settimane quasi tutti i giorni e insieme cambiano il sonno o l’appetito, non è saggezza precoce.