Abitudini 14-18 anni Una regola
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Dietro il silenzio

Come lo aiuto a trovare un equilibrio fra online e offline?

Perché succede

Perché lo squilibrio non si corregge da solo: da una parte c’è una cosa disponibile sempre, che non chiede niente e non delude, dall’altra ci sono attività che vanno organizzate, in cui bisogna essere presenti e si può fare brutta figura. A parità di stanchezza vince sempre la prima. Nella mia pratica vedo che i ragazzi lo sanno e spesso vorrebbero uscirne: quello che manca non è la volontà, sono le condizioni che rendono l’offline meno faticoso.

Cosa puoi fare

  1. Costruite l’accordo insieme e mettetelo per iscritto. Fasce, giorni, eccezioni. Un accordo che ha contribuito a scrivere regge, uno che ha subito lo aggira, e imparerà soprattutto ad aggirare.
  2. Fai in modo che valga anche per te. Se le regole riguardano solo i minori, le leggerà come una misura contro di lui. La cena senza telefoni vale per tutti quelli che sono seduti a quel tavolo.
  3. Parti da un pezzo piccolo e ridicolo. Non «un’ora in meno al giorno», ma i venti minuti della cena, o l’ultima mezz’ora prima di dormire. Un pezzo che riesce vale più di un piano che salta al terzo giorno.
  4. Quando sfora, rinegozia invece di punire. Non trattarlo né da malato né da colpevole: chiedete insieme perché quella fascia non ha funzionato e cambiatela. Un accordo che si aggiusta resta vivo, uno che si applica muore.

Cosa evitare

Non usare la connessione come moneta di scambio per il resto (voti, ordine in camera, umore): la trasformi nella cosa più preziosa che ha, e ogni conversazione diventa una trattativa. Ed evita di annunciare regole nuove dopo un litigio: nascono già come punizione e come tali verranno trattate.

Quando chiedere aiuto

Il segnale da guardare non è quante ore sfora, è se qualcosa gli dà ancora piacere fuori dallo schermo. Quando smette di interessargli anche ciò che prima gli piaceva, e la cosa dura due settimane quasi tutti i giorni e per gran parte della giornata, non è più una questione di equilibrio da negoziare. Guarda anche il sonno, l’appetito, il rendimento che cala senza una ragione e gli amici che si diradano. Nei ragazzi questo periodo si presenta spesso come irritabilità, non come tristezza.

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