Educazione finanziaria 6-10 anni Una regola
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Il giorno della paghetta

Come concordo le regole insieme a lui?

Perché succede

Una regola che tuo figlio ha contribuito a scrivere la difende; una che ha ricevuto la aggira. Non è una questione di carattere, è che nel primo caso conosce il motivo e nel secondo conosce solo il divieto. Nella mia pratica vedo che le regole sulla paghetta saltano quasi sempre nello stesso punto: non erano sbagliate, erano state decise per situazioni che nessuno dei due aveva previsto.

Cosa puoi fare

  1. Parti dagli scenari, non dalle norme. «Che cosa succede se spendi tutto il primo giorno?» «E se un amico ti chiede in prestito?» Lascia che risponda lui. Le regole che servono davvero escono da queste risposte, e vengono fuori già motivate.
  2. Copri prima le tre situazioni che capitano sempre. Se perde i soldi, se vuole comprare online, se chiede un anticipo. Sono i tre punti in cui, senza un accordo preso a freddo, si finisce a decidere nel momento sbagliato e ognuno con la propria versione.
  3. Lega il risparmio a un obiettivo, non a una percentuale. Invece di stabilire quanto deve mettere da parte, trovate insieme una cosa che vuole e che costa più di una paghetta, e calcolate quante settimane servono. Il risparmio diventa un mezzo per arrivare da qualche parte, invece di una tassa.
  4. Decidete anche come si cambiano le regole. Un momento fisso, ogni due o tre mesi, in cui si rivede quello che non funziona. Sapere che esiste una porta per rinegoziare toglie a tuo figlio la tentazione di forzarla ogni volta che una regola gli sta stretta.

Cosa evitare

Non trasformare la trattativa in un voto a maggioranza: la decisione finale resta tua, e fingere il contrario per poi imporre la tua versione è peggio che dirlo subito. Ed evita di aggiungere una regola nuova ogni volta che succede qualcosa, perché un elenco che cresce a ogni incidente diventa impossibile da ricordare e quindi da rispettare.

Quando chiedere aiuto

Il segnale non è che discuta le regole, ma che smetta di provarci. Se dopo un paio di errori sulla paghetta rinuncia a trattare, dice che tanto sbaglia comunque, e poi cominci a vederlo tirarsi indietro anche in cose che non c’entrano niente con i soldi, uno sport, un invito, un compito che prima avrebbe accettato, quello che si è generalizzato non è la regola: è la conclusione che ne ha tratto su di sé. Non è un’urgenza, ma non lasciarla correre oltre il trimestre.

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