Perché succede
Quasi tutti gli inciampi dell’educazione finanziaria in famiglia nascono da un gradino saltato: si parla di risparmio a un bambino che non sa quanto costino le cose, o di interessi a uno che non ha mai visto un salvadanaio riempirsi. Non è che non capisca, gli manca il gradino sotto. Nella mia pratica vedo che tornando indietro di un passaggio il concetto impossibile diventa ovvio in una settimana.
Cosa puoi fare
- Primo gradino: quanto costano le cose che conosce. Il gelato, il quaderno, il gioco che ha chiesto. È il metro con cui leggerà tutti i prezzi della sua vita, e senza quello ogni cifra è aria.
- Secondo: il ritmo delle entrate. La paghetta che torna sempre lo stesso giorno, e il contenitore trasparente in cui il livello sale e scende. Il denaro smette di essere una cosa che appare e diventa una cosa che si muove.
- Terzo: la scelta. Un euro speso qui è un euro che non c’è là. Non si spiega, si fa vivere: davanti a due cose che vuole, decide lui e vede cosa resta.
- Verso i dieci o dodici anni: il tempo. Risparmiare per un obiettivo lontano, calcolare quante settimane servono, e se ti va aggiungere un piccolo interesse di famiglia sulla somma ferma, così vede che il tempo può lavorare a favore.
- Prima di salire, verifica che il gradino sotto tenga. Non con un esame: guardando come si comporta. Se davanti a due cose ancora non sceglie, il concetto di risparmio non ha su cosa appoggiarsi.
Cosa evitare
Non anticipare i concetti per farlo sembrare avanti: chi ripete parole che non ha esperito impara solo che sui soldi si finge di capire. Ed evita di confrontare i suoi tempi con quelli di un fratello, perché la fretta fa saltare proprio i gradini che tengono.
Quando chiedere aiuto
Un bambino più lento su questi passaggi non è un bambino in difficoltà. Il quadro cambia se il divario con i coetanei diventa un motivo per evitare: non partecipa alle cose che costano, non chiede, sta fuori dalle occasioni che vorrebbe. Se rinuncia a cose che desidera per non essere visto, la soglia funzionale è già passata, e arriva molto prima dei sei mesi che si prendono come riferimento.