Comunicazione ogni età Guardare meglio
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro 96 giorni per capire tuo figlio

Devo guardare quello che mio figlio dice o come lo dice?

Perché succede

Perché il contenuto è la parte che si vede e il modo è la parte che tiene. Un ragazzo torna a casa, ha preso un brutto voto e ha litigato con l’amico, si chiude in camera. Il contenuto sono il voto e il litigio, ed è naturale partire da lì: ridimensionare il voto, dire due parole sull’amico, magari suggerire di frequentarne altri. Nella mia pratica vedo che è il momento in cui la conversazione si perde. Perché intanto lui è arrabbiato e deluso, e quello che gli serve è che qualcuno se ne accorga: se rispondi ai fatti, la parte che chiedeva qualcosa resta fuori dalla porta.

Cosa puoi fare

  1. Rispondi prima al come. «Ti vedo giù», «devi esserti arrabbiato parecchio». Poi, se serve, si arriva ai fatti. L’ordine non è un dettaglio: decide se la conversazione si apre o si chiude.
  2. Rimanda la correzione. Finché è dentro l’emozione, ogni ragionamento sul voto suona come un rimprovero, anche se non lo è. Le cose da dire non scadono in mezz’ora.
  3. Sta’ sulla scena, non sul principio generale. «Com’è andata oggi con lui» apre; «devi imparare a scegliere le amicizie» chiude, e lo sapevate già tutti e due.
  4. Guarda come reagisci tu. Il modo in cui stai dentro quel momento è metà della struttura: se ti irrigidisci, la conversazione la state facendo in due irrigiditi.
  5. Tieni i fatti per un secondo tempo. Quando è passata, riprendi il contenuto: «quel compito lo rivediamo insieme?». A freddo si può fare quasi tutto.

Cosa evitare

Non liquidare il contenuto per arrivare all’emozione («ma sì, è solo un voto»): il fatto per lui è vero e minimizzarlo lo cancella insieme a chi lo ha vissuto. Ed evita di dire come si sente al posto suo con troppa sicurezza: proponilo e lascia che ti corregga.

Quando chiedere aiuto

Il segnale a cui guardare non è la reazione forte di quella sera, ma quello che resta dopo. Se il modo in cui parla di sé smette di essere reattivo e diventa stabile («sono un fallito» al posto di «che disastro oggi») e se perde interesse anche per le cose che prima gli piacevano, la durata di riferimento è due settimane continuative, quasi tutti i giorni. Nei ragazzi si presenta spesso come irritabilità, non come tristezza.

PDF

Scarica la scheda in PDF

Una pagina, da stampare.

Scarica il PDF ↓
Il libro

96 giorni per capire tuo figlio

Entra in relazione e stabilisci un rapporto empatico con tuo figlio in 96 giorni

Il libro su Amazon

Altre schede su comunicazione

Tutte le schede Tutte le schede su comunicazione