Educazione finanziaria ogni età Una routine
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Il giorno della paghetta

A che età gli apro un conto bancario per minori?

Perché succede

La domanda arriva quasi sempre quando il contante non basta più: compra online, gli amici si scambiano soldi con il telefono, il salvadanaio non serve a niente in quelle situazioni. Un’età giusta uguale per tutti non esiste, perché il conto di un minore non lo apre lui: lo apri tu, e resti tu la persona che ne risponde. Nella mia pratica vedo che la domanda vera non è quanti anni ha, ma se sa già dire dove sono finiti i suoi soldi la settimana scorsa.

Cosa puoi fare

  1. Sposta la domanda dall’età alla prova. Se sa dirti a occhio quanto ha, cosa ha comprato e quanto gli manca per l’obiettivo, è pronto. Se non lo sa con le monete, non lo saprà con un’app.
  2. Informati sulle condizioni prima di scegliere, e verificale ogni volta. Non c’è un’età di legge uguale per tutti: limiti, età minima e funzioni cambiano da un istituto all’altro e cambiano nel tempo. Chiedi cosa può fare da solo e cosa resta subordinato alla tua firma.
  3. Concorda un tetto di spesa prima di consegnarlo. Un limite deciso insieme e detto ad alta voce vale più di qualunque controllo dopo, perché lui sa da subito dentro quale perimetro si muove.
  4. Usa la notifica come strumento suo, non tuo. Ogni acquisto fa arrivare un avviso e il saldo scende sotto i suoi occhi: è il modo più veloce per ricollegare un gesto digitale a un denaro che diminuisce davvero.
  5. Imposta un giro automatico verso la parte da mettere da parte. Piccolo e all’inizio del periodo. Così il risparmio smette di dipendere dalla buona volontà del sabato sera.

Cosa evitare

Non aprirlo per premiarlo di un compleanno o perché ce l’hanno i compagni: uno strumento dato come regalo viene usato come regalo. Ed evita di intervenire alla prima spesa storta bloccando tutto, perché è proprio quella spesa, che costa poco e brucia, la lezione per cui hai aperto il conto.

Quando chiedere aiuto

Un errore grosso all’inizio è nel conto delle cose previste. Il segnale da guardare è dopo: se da quello sbaglio comincia a dire che non è capace e lo dice al presente e su di sé, e se smette di usare lo strumento invece di riprovarci. Se in un paio di mesi la rinuncia si allarga ad altre cose che prima faceva, non è timidezza con i soldi.

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