Conflitto 14-18 anni Una conversazione
Dalla collana Genitori senza stress

Come gli faccio accettare una critica senza uno scontro?

Perché succede

Una critica arriva sempre insieme a chi la fa, e per un adolescente la seconda parte pesa più della prima: prima di guardare il contenuto guarda se qualcuno lo sta mettendo sotto. Se la sua idea di sé è tenuta insieme dall’essere quello che non sbaglia, ogni osservazione minaccia la struttura intera, e la reazione non è pigrizia o arroganza: è difesa. Nella mia pratica vedo che quasi tutti gli scontri su una critica si giocano su questo, non sul merito.

Cosa puoi fare

  1. Separa il contenuto da chi l’ha detto. Non difendere l’insegnante e non attaccarlo: sposta la domanda su che cosa è stato detto esattamente. «Che parole ha usato?» tiene aperta la porta che «la prof ha ragione» chiude in un secondo.
  2. Chiedigli di ripetere la critica con le sue parole prima di rispondere. Serve a due cose: quasi sempre è più piccola di come la sta portando, e ripeterla lo mette per un attimo fuori dalla difesa.
  3. Non aggiungere la tua critica a quella che ha già ricevuto. Se ha appena preso un’osservazione, il tuo commento non arriva come un secondo parere: arriva come una condanna a due voci.
  4. Rimetti il turno di parola in casa. Chi parla non viene interrotto, e ognuno dice la sua fino in fondo, anche i genitori. Un ragazzo che sperimenta di essere ascoltato senza essere tagliato regge meglio di essere contraddetto.
  5. Torna sull’argomento a distanza di giorni, a freddo. «Ci ho ripensato a quella cosa della verifica»: fuori dal momento caldo la stessa frase entra, e non ha nessuno da respingere.

Cosa evitare

Non insistere finché ammette («ma quindi riconosci che hai sbagliato?»): l’ammissione ottenuta per sfinimento non produce nessun cambiamento e produce un rancore. Ed evita di correggere ad alta voce il giudizio di un insegnante o di un allenatore, anche quando è sbagliato: lo obbliga a scegliere fra te e loro.

Quando chiedere aiuto

Il punto non è la lite ma quello che resta dopo: se una critica lo blocca per giorni, se dopo lo scontro molla la materia o l’attività, e se «ho sbagliato quella cosa» diventa «sono fatto così» e resta anche davanti a prove contrarie. Guarda soprattutto se la rinuncia si allarga ad ambiti che non c’entravano.

PDF

Scarica la scheda in PDF

Una pagina, da stampare.

Scarica il PDF ↓

Altre schede su conflitto

Tutte le schede Tutte le schede su conflitto