Conflitto 14-18 anni Una conversazione
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Dietro il silenzio

Mio figlio ha ferito qualcuno per farsi accettare dal gruppo

Perché succede

Quasi sempre chi prende di mira qualcuno davanti agli altri non lo fa per cattiveria ma per alzarsi di un gradino, e il gradino serve perché si sente in basso. Nella mia pratica vedo che il bersaglio è spesso proprio la persona che fino a poco prima difendeva: colpire chi si conosce bene è il modo più veloce per dimostrare al gruppo di essere davvero dalla loro parte.

Cosa puoi fare

  1. Separa il fatto dalla persona, subito e ad alta voce. «Quello che hai fatto è inaccettabile. Tu non sei quella cosa lì.» Se non fai questa distinzione tu, la farà lui a modo suo, e sceglierà una delle due: o si convince di essere un mostro o si convince che non è successo niente.
  2. Ricostruisci il momento, non l’intenzione. «Chi c’era, che cosa era appena successo, chi ha riso?». Le intenzioni non se le ricorda neanche lui. La scena sì, e nella scena si vede la pressione che ha subito senza che questo lo scusi.
  3. Chiedigli come sta l’altro, non come sta lui. È la domanda che sposta lo sguardo fuori, ed è l’unica che apre una riparazione vera invece di una richiesta di assoluzione rivolta a te.
  4. Aiutalo a fare un passo concreto e piccolo. Scusarsi di persona e da solo, non in un messaggio di gruppo. Una frase sola, senza spiegare perché lo ha fatto: le spiegazioni, in quel momento, sono un’altra richiesta rivolta a chi è stato ferito.
  5. Non contare sul fatto che basti. Le scuse possono non essere accettate, e va detto prima. Riparare significa cambiare comportamento nelle settimane seguenti, davanti agli stessi che ridevano.

Cosa evitare

Non minimizzare («sono ragazzate, capita a tutti»): gli dai il permesso di rifarlo e insieme gli dici che la faccia dell’altro, che si ricorda benissimo, non conta.

Quando chiedere aiuto

La cosa da guardare è il passaggio dall’episodio all’identità: se «ho fatto una cosa schifosa» diventa «sono una persona schifosa» e resta anche quando gli mostri il contrario. Guarda la generalizzazione, cioè se comincia a ritirarsi da situazioni che non c’entrano niente con quel giorno. Uno o due mesi così non sono un’urgenza, ma non vanno rimandati oltre il trimestre.

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