Emozioni 14-18 anni Una conversazione
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Dietro il silenzio

Come gli faccio capire che non esiste un calendario uguale per tutti?

Perché succede

Nella sua testa esiste una tabella di marcia: a una certa età la prima festa, a un’altra il primo bacio, a un’altra ancora un gruppo di amici stabile. Nella mia pratica vedo che dirgli che il calendario non esiste non serve quasi a niente, perché lui lo sente esistere. Serve invece farglielo tirare fuori e guardare.

Cosa puoi fare

  1. Fatti dire le tappe, una per una. Quali sono le cose che secondo lui andavano fatte, e a che età. Scritte in fila su un foglio, quasi sempre sono tre o quattro, ed è la prima volta che le vede fuori dalla propria testa.
  2. Chiedi da dove viene ciascuna scadenza. Chi l’ha stabilita, dove l’ha letta, chi conosce che l’ha rispettata davvero. Le scadenze reggono finché restano anonime, e quasi nessuna sopravvive alla domanda su chi le ha fissate.
  3. Distingui le poche cose che hanno una finestra dalle molte che non ce l’hanno. Un’iscrizione ha una data, il resto no. È un’informazione, non una consolazione, e nessuno gliel’ha mai data in modo esplicito.
  4. Racconta un tuo fuori tempo, senza il finale rassicurante. Una cosa che hai fatto molto dopo degli altri, o che non hai fatto affatto. Non serve la morale in fondo: serve che esista almeno una persona vicina a lui che non ha rispettato la tabella.
  5. Chiudi su questo mese, non sul recupero. «Che cosa ti piacerebbe fare nelle prossime settimane» è una domanda con una risposta possibile. «Come recuperi gli anni persi» non lo è.

Cosa evitare

Non smontare le sue tappe una per una con la logica: le difende, e ogni difesa gliele rende più solide.

Quando chiedere aiuto

Sentirsi in ritardo a quell’età è comune. Il segnale che cambia il quadro è il passaggio dall’episodio all’identità: quando «quella cosa non l’ho fatta» diventa «sono uno che resta indietro» e resta anche davanti a prove contrarie. Guarda soprattutto la generalizzazione: se dopo un ritardo o una delusione in un’ambito comincia a tirarsi fuori anche da altri che non c’entrano, sport, studio, uscite, non aspettare oltre il trimestre.

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