Perché succede
Finché i soldi arrivano quando servono, non finiscono mai davvero: c’è sempre una tasca da cui esce l’ultima moneta. Un bambino non sta facendo il furbo, sta descrivendo il mondo come lo ha visto funzionare fino a oggi. Il limite si impara solo se qualche volta si tocca. Nella mia pratica vedo che una settimana passata senza, dopo aver speso tutto il primo giorno, insegna più di venti spiegazioni sul bilancio.
Cosa puoi fare
- Metti il contenitore delle spese in vista e trasparente. Deve poter guardare il livello che scende senza chiedertelo. Un barattolo aperto sulla scrivania funziona meglio di un salvadanaio chiuso, che nasconde proprio la cosa che deve vedere.
- Fai la prova con qualcosa che non siano soldi. Cinque biscotti per tutta la settimana, gestiti da lui. Se finiscono il lunedì, il martedì è vuoto. È la stessa lezione in una giornata invece che in sette.
- Dillo prima, non quando succede. «Quando questi finiscono, finiscono fino a domenica.» Detta in anticipo è una regola del gioco; detta nel momento del pianto è una punizione, e verrà ricordata così.
- Tieni la parola anche quando ti dispiace. È il punto in cui l’intera cosa regge o crolla. Non serve aggiungere prediche: il vuoto parla da solo, tu puoi solo non riempirlo.
- Se vuole qualcosa che costa più della paghetta, fate il conto insieme. Quante settimane servono, scritto su un foglio. Il numero rende visibile che il denaro ha un ritmo e non solo una quantità.
Cosa evitare
Non anticipargli la paghetta della settimana dopo, nemmeno una volta: se il confine si sposta una volta, da quel momento è negoziabile ogni volta. Ed evita di dire «te l’avevo detto» quando resta a mani vuote, perché sposta la lezione dai soldi al tuo avere ragione.
Quando chiedere aiuto
Che si arrabbi o pianga quando i soldi sono finiti rientra nel gioco. Il segnale da guardare è un altro: se dopo qualche settimana l’irritabilità non si spegne più con la delusione ma resta accesa quasi tutti i giorni, se smette di interessarsi anche a cose che prima gli piacevano, se cambiano il sonno o l’appetito. Due settimane così, continuative, non sono più una questione di paghetta e vanno guardate.