Educazione finanziaria 6-10 anni Una routine
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Il giorno della paghetta

Meglio darla ogni settimana o ogni mese?

Perché succede

La frequenza non è un dettaglio organizzativo: decide che cosa tuo figlio impara. La settimana insegna a far durare, il mese insegna a distribuire, e sono due competenze diverse. Nella mia pratica vedo che i passaggi al mese fatti troppo presto finiscono quasi sempre allo stesso modo, con la somma esaurita in pochi giorni e tre settimane di richieste, che è esattamente ciò che si voleva evitare.

Cosa puoi fare

  1. Fino ai dieci anni resta sulla settimana. Un bambino misura il tempo in settimane, perché lo fanno la scuola e il fine settimana. Un mese, per lui, è un’unità che non riesce ancora a vedere per intero, e quello che non vede non può pianificarlo.
  2. Quando passi al mese, fermati prima a metà strada. Prova qualche mese con la cadenza ogni due settimane. È il passaggio che rende il salto sostenibile, perché dimezza la distanza da coprire senza togliere l’esercizio.
  3. Prima della prima paghetta mensile, fate insieme il calendario delle spese. Su un foglio, le cose che sa già che ci saranno in quelle quattro settimane e quanto costano. Non serve che sia preciso: serve che si accorga che il mese contiene più cose di quante ne aveva in testa.
  4. Decidi in anticipo che cosa succede se finiscono prima. La risposta non è anticipare la paghetta successiva, che cancella la lezione appena arrivata. È aspettare, oppure guadagnare la differenza con un lavoro straordinario, oppure attingere a quello che aveva messo da parte. Dirlo prima evita di doverlo decidere quando siete già tutti e due nervosi.

Cosa evitare

Non passare al mese come premio per un compleanno o una promozione: il cambio va fatto quando la settimana è diventata facile, non quando è arrivata una data. Ed evita di tenere due canali aperti insieme, la paghetta mensile più i piccoli extra a richiesta, perché il mensile smette di essere un budget e torna a essere una mancia.

Quando chiedere aiuto

Guarda come sta nei giorni in cui è senza soldi. Il fastidio è normale e passa. Se invece dopo ogni «sono rimasto senza» si spegne per giorni, se smette di cercare anche le cose che gli piacciono e che non costano niente, e questo si ripete quasi tutti i giorni per due settimane di fila, non stai più guardando un problema di gestione. Nei ragazzi questo stato si presenta spesso come irritabilità e non come tristezza: aggiungi al quadro il sonno e l’appetito, e se sono cambiati anche quelli, chiedi una valutazione.

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