Educazione finanziaria 6-10 anni Guardare meglio
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Il giorno della paghetta

Ogni quanto verifico se la paghetta sta funzionando?

Perché succede

Il rischio sta ai due estremi: chi controlla ogni giorno trasforma la paghetta in una sorveglianza, e a quel punto il bambino non impara a gestire, impara a non farsi scoprire; chi non guarda mai si accorge dei problemi quando sono diventati abitudini. Nella mia pratica vedo che la frequenza giusta è quella che permette di correggere prima che una cosa si consolidi, senza stargli addosso mentre decide.

Cosa puoi fare

  1. Metti una revisione a data. Ogni mese nei primi due mesi, poi ogni tre. Dieci minuti, seduti, con lui presente. Il fatto che sia fissata la rende una cosa normale e non un processo.
  2. Guarda il processo, non lo scontrino. Non conta tanto che cosa ha comprato, quanto come ci è arrivato: se ci ha pensato o ha ceduto sul momento, se ha deciso lui o ha copiato un compagno.
  3. Usa domande, non correzioni. «Che cosa ti ha fatto scegliere questa?», «come ti sei sentito quando li avevi già finiti il primo giorno?». La riflessione la deve fare lui, altrimenti resta una lezione tua.
  4. Aggiusta una cosa per volta e spiegala. Puoi cambiare l’importo, il giorno, le regole di spesa, il modo di mettere da parte. Ogni modifica va detta prima e concordata, altrimenti sembra una punizione arrivata dall’alto.
  5. Cerca i momenti di svolta. Una rinuncia coraggiosa, un errore grosso, una spesa insolitamente saggia. Sono quelli gli episodi in cui capisci se il sistema regge, e sono l’occasione migliore per tararlo.

Cosa evitare

Non chiedere i conti tutti i giorni: la verifica quotidiana toglie proprio la libertà che rende utile l’esperienza. Ed evita di usare la revisione per rinfacciare gli errori delle settimane prima, perché la trasforma nel momento peggiore del mese e lui smetterà di raccontarti come sono andate le cose.

Quando chiedere aiuto

Un bilancio che va male ogni tanto fa parte del gioco. Il segnale diverso è quando dalla singola spesa sbagliata passa a una conclusione su di sé, «tanto io i soldi li butto», e la ripete anche davanti alle volte in cui è andata bene. Guarda soprattutto se comincia a rifiutare anche altre cose in cui potrebbe non riuscire: quando l’errore si allarga così, conviene parlarne entro il trimestre.

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