Isolamento e ritiro sociale 14-18 anni Una conversazione
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Dietro il silenzio

Perché ha tanti contatti e nessun legame vero?

Perché succede

Moltiplicare i contatti è il modo più naturale di rispondere alla solitudine, ed è anche il meno efficace: cinquanta saluti al giorno non fanno un legame, perché il legame nasce dalla ripetizione e dalla profondità, non dal numero. Nella mia pratica vedo poi un secondo meccanismo: più le conversazioni restano leggere, meno c’è il rischio di essere rifiutati davvero. La rete larga protegge, e proprio per questo tiene tutti a distanza.

Cosa puoi fare

  1. Guarda che cosa si ripete. Una cosa sola che torna ogni settimana (lo stesso allenamento, lo stesso pomeriggio, la stessa persona) costruisce più di dieci occasioni diverse. Aiutalo a scegliere quella, non ad aggiungerne altre.
  2. Riduci il numero invece di aumentarlo. Chiedigli: «di tutte le persone che conosci, con chi ti viene più facile stare?» Una persona sola con cui costruire è un obiettivo raggiungibile; un gruppo no.
  3. Sposta la domanda dal difetto all’episodio. Quando dice «con me non funziona mai», riportalo al fatto concreto: «cosa è successo con quella persona in particolare?» È l’unico spostamento che riapre il futuro, perché un episodio si può cambiare, un difetto no.
  4. Nomina il calendario immaginario. A sedici anni sembra che ci sia una scadenza: a quest’ora dovrei avere il mio gruppo. Dillo ad alta voce e togli autorità a quella scadenza, che non esiste in nessun posto tranne che nella sua testa.

Cosa evitare

Non svalutare i contatti che ha («ma quelli non sono amici veri»): sono le persone con cui passa le giornate, e sminuirle significa sminuire lui. Ed evita di trasformare la questione in un progetto di miglioramento con obiettivi settimanali: la vicinanza non si organizza come un compito.

Quando chiedere aiuto

Qui il criterio non è il numero di amici ma la reciprocità: pochi amici non è un problema, nessuna relazione in cui dia e riceva lo diventa. Come riferimento, circa tre mesi in cui i legami restano tutti a livello di saluto, e soprattutto il momento in cui lo stare per conto suo smette di essere una scelta e diventa una sconfitta di cui si vergogna.

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