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Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Dietro il silenzio

Perché si sente solo se è sempre connesso?

Perché succede

Le chat danno traffico, non reciprocità. Si possono passare tre ore dentro conversazioni continue e non avere nessuno a cui dire una cosa che conta: è esattamente la condizione che i ragazzi descrivono quando dicono di sentirsi soli mentre sono sempre connessi. La connessione riempie la parte della solitudine che si vede, il tempo vuoto, e lascia intatta quella che pesa, cioè non essere in nessuna relazione in cui dai qualcosa e ricevi qualcosa. Da fuori sembra vita sociale, da dentro è una sala d’attesa.

Cosa puoi fare

  1. Sposta la domanda su un fatto preciso. Non «come vanno le cose con gli amici», a cui si risponde «bene», ma «che cosa è successo con quella persona?». La domanda sul clima generale non apre niente, quella su un episodio sì.
  2. Guarda la reciprocità, non il numero. In quali di quelle chat scrive per primo? A chi ha raccontato una cosa che gli è capitata? Pochi amici non è un problema, nessuna relazione in cui dia e riceva lo diventa.
  3. Tieni un canale minimo e quotidiano senza chiedere niente in cambio. Due minuti alla stessa ora, senza domande sul telefono. La presenza breve e prevedibile funziona meglio della conversazione importante.
  4. Non trattarlo né da dipendente né da colpevole. Sono le due posizioni che si aspetta e che gli fanno chiudere la porta: la prima gli dice che è rotto, la seconda che deve difendersi.

Cosa evitare

Non proporgli di sostituire le chat con «gente vera»: per lui quelle persone sono vere, e la frase gli dice che non hai capito. E non contare le ore davanti a lui, perché sposta tutto sulla quantità e chiude la conversazione.

Quando chiedere aiuto

Qui non serve una categoria diagnostica, serve la reciprocità. Se per circa tre mesi non c’è nessuna relazione in cui dia e riceva, e la solitudine smette di essere una preferenza per diventare una sconfitta di cui si vergogna, il quadro è cambiato. Se invece c’è esclusione attiva, o qualcuno che lo prende di mira, la soglia salta: si interviene subito, anche con la scuola.

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