Perché succede
Chi perseguita online non ha bisogno di sapere dove abiti: gli basta che tuo figlio apra il telefono, e il telefono lo apre ovunque, anche in camera sua di notte. Nella mia pratica vedo che i ragazzi tacciono a lungo, e non per sfiducia: temono che la soluzione dell’adulto sia togliere loro tutto, e preferiscono reggere da soli piuttosto che perdere anche l’unico posto dove hanno amici.
Cosa puoi fare
- Fermate le risposte. Nessun messaggio, nessuna replica, nemmeno per dire di smetterla. Chi perseguita si alimenta della reazione, e ogni risposta è la conferma che il canale funziona.
- Conservate le prove prima di bloccare. Questo è l’ordine, e sbagliarlo costa: schermate complete di ogni messaggio, con la data visibile, il nome utente e l’indirizzo della pagina o del profilo. Salvate tutto fuori dal telefono. Se blocchi prima, quel materiale può sparire.
- Bloccate e segnalate alla piattaforma. Ogni social e ogni gioco ha una procedura di segnalazione, ed è quella la via che porta alla rimozione dei contenuti e alla chiusura dell’account. Fatela insieme, non al posto suo.
- Se ci sono compagni di scuola, coinvolgi la scuola. Chiedi un colloquio e porta le prove che hai raccolto. Le scuole hanno un referente e una procedura interna, e quello che nasce in chat continua in classe il giorno dopo.
- Prendi la via formale. Alla piattaforma si può chiedere la rimozione dei contenuti, e alle forze dell’ordine si può presentare denuncia. Chiedi informazioni alla Polizia Postale, anche solo per capire quali strade sono percorribili nel tuo caso: te lo dicono senza che tu abbia già deciso.
Cosa evitare
Non togliergli il telefono come prima mossa: cancelli le prove, lo lasci solo e gli insegni che dirtelo costa caro. Ed evita di contattare tu la persona o di rispondere dal suo account, perché sposti il conflitto su un piano che poi non controlli più.
Quando chiedere aiuto
Se tuo figlio dice, anche una volta sola e anche in tono leggero, che vorrebbe farsi del male o non esserci più, non aspettare e non cercare di capirlo da solo. Chiediglielo direttamente: nominare la cosa non la provoca, la rende dicibile. Poi cerca aiuto oggi stesso, non la settimana prossima: parlane con il tuo medico o con il pediatra, chiama Telefono Azzurro al 19696, attivo tutti i giorni a ogni ora, e se ti sembra che la situazione sia immediata chiama il 112. Nel frattempo restagli vicino e non lasciarlo solo.