Vita digitale 14-18 anni Una conversazione
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Dietro il silenzio

Come lo sostengo quando vuole cambiare e non ci riesce?

Perché succede

Volere cambiare e non riuscirci è la parte più dolorosa, perché ogni tentativo fallito aggiunge una prova a una tesi che sta già costruendo su di sé. Dopo qualche giro non sta più parlando del telefono: sta parlando di che tipo di persona è. Nella mia pratica vedo che a quel punto il genitore che propone un metodo nuovo peggiora le cose, perché offre l’ennesima occasione per fallire. Quello che serve prima è cambiare il racconto, non la strategia.

Cosa puoi fare

  1. Conta i tentativi ad alta voce, non i risultati. Quasi sempre ci sono mesi di prove che nessuno ha registrato: la volta che ha tolto le notifiche, la settimana in cui ha lasciato il telefono in cucina, i giorni in cui ha resistito. Elencarli davanti a lui cambia la storia che si sta raccontando, e non è una consolazione: è un dato che aveva perso.
  2. Restituisci l’episodio alla sua misura. «Ieri sera è andata così» invece di «non ci riesci mai». Un ritorno indietro è una serata, non una dimostrazione su di lui. La differenza fra queste due frasi è tutto il lavoro di questa scheda.
  3. Di’ una frase sola e poi taci. Quando si sfoga, resisti alla tentazione di aggiungere il consiglio, l’esempio e la conclusione. Una frase che riconosce come sta, e poi il silenzio. A permettergli di continuare è lo spazio che lasci, non quello che ci metti dentro.

Cosa evitare

Non festeggiare i progressi più di quanto li senta lui, perché il complimento alza l’asticella e la ricaduta successiva diventa una delusione anche tua. Ed evita di ricordargli le volte precedenti in cui aveva detto che avrebbe smesso: è la frase che chiude la conversazione e conferma esattamente la tesi che sta cercando di non credere.

Quando chiedere aiuto

Il passaggio da guardare è quello dall’episodio all’identità: quando «non ce l’ho fatta stavolta» diventa «sono fatto così» e resta anche davanti alle prove contrarie. Conta più questo della durata, ma se dopo uno o due mesi comincia a evitare anche altre cose in cui potrebbe non riuscire, quelle che con il telefono non c’entrano nulla, il tema si è allargato. Senza urgenza, ma senza rimandare oltre il trimestre.

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