Perché succede
È la domanda giusta, e non ha una risposta che si legge sul fatto. Un gruppo che non risponde per tre giorni può essere niente o può essere il pezzo che fa crollare tutto il resto, e la differenza non sta nell’accaduto: sta in quello che quell’accaduto ha toccato. Nella mia pratica vedo che i genitori sbagliano nella stessa direzione due volte di seguito. Prima minimizzano perché il fatto è piccolo, poi si allarmano perché la reazione è grande. Il criterio utile è un altro, e non riguarda l’intensità di come lo racconta ma quanto la sua vita si è mossa da quando è successo.
Cosa puoi fare
- Guarda che cosa fa, non quanto se ne lamenta. Chi ne parla molto spesso sta ancora dentro la partita. Il segnale serio è quando smette di proporre, smette di uscire, smette di raccontare.
- Ascolta se parla di un episodio o di sé. «Che schifo questa settimana» è reattivo e passa. «Sono uno che gli altri scaricano» è un’affermazione sull’identità, e quella non passa da sola.
- Nomina il costo senza pesare il fatto. «Non so se è una cosa grande o piccola, vedo che ti sta costando.» Così non gli chiedi di dimostrarti che ha ragione di stare male.
- Cerca un secondo sguardo da fuori. Un allenatore, un insegnante, la madre di un compagno: chi lo vede in mezzo agli altri ti dice in due minuti se il gruppo si è chiuso o se è lui che si è ritirato.
Cosa evitare
Non usare la parola esagerare, nemmeno per tranquillizzarlo: è la parola che chiude. E non aspettare di essere sicuro prima di muoverti, perché la certezza su queste cose arriva sempre dopo il momento in cui era utile.
Quando chiedere aiuto
Il segnale che decide non è la tristezza ma la perdita di piacere: smette di interessargli anche ciò che prima gli piaceva. Se dura due settimane continuative, quasi tutti i giorni e per gran parte della giornata, non è più una reazione a un fatto. Guarda anche sonno, appetito e rendimento: se si spostano tutti insieme, la risposta alla tua domanda è che va preso sul serio. E nei ragazzi questo si presenta spesso come irritabilità, non come pianto.