Perché succede
Lo stesso schermo fa due lavori opposti, e da fuori si vedono uguali. Per un ragazzo che a scuola fatica, online è finalmente uno come gli altri: lì è competente, ha un ruolo, qualcuno lo cerca. Nella mia pratica vedo che il problema non nasce quando la rete aggiunge relazioni, ma quando le sostituisce, e che il passaggio non si nota, perché le ore restano le stesse.
Cosa puoi fare
- Chiedigli i nomi. Non «con chi giochi», che è astratto e non risponde niente, ma come si chiamano, da quanto li conosce, chi scrive per primo. Il criterio non è quante persone ci sono dall’altra parte, è se qualcuno lo cerca anche quando lui non c’è.
- Guarda anche l’età di chi ha davanti. Se un diciassettenne passa le sere in un gioco per bambini, a chiacchierare con ragazzini di undici, quasi sempre è nostalgia di quando gli amici c’erano, e di un posto dove stare insieme costa poco. Non è una colpa: è un contesto da guardare e una conversazione da aprire. Se però lì compaiono adulti che cercano i più piccoli, serve che intervenga un adulto, e sei tu.
- Punta su una cosa sola che si ripete. Non moltiplicare le proposte fuori casa, che lui declina tutte insieme. Una cosa che torna ogni settimana, sempre lo stesso giorno, con le stesse persone, costruisce più di cinque inviti diversi.
- Non usare la connessione come leva. Togliergli il wifi per farlo uscire gli toglie l’unico terreno dove si sente capace, e sposta il conflitto dalla sua solitudine a te. Da quel momento il problema diventi tu, e la conversazione si chiude.
Cosa evitare
Non contare le ore come se fossero la misura: due ore in squadra con gente che lo chiama per nome sono un’altra cosa da due ore a scorrere da solo. Ed evita di liquidare i suoi amici online come «non veri», perché per lui sono gli unici che ci sono.
Quando chiedere aiuto
La soglia non è il tempo davanti allo schermo, è la reciprocità: qualche amico in meno non è un problema, nessuna relazione in cui dia e riceva qualcosa lo diventa. Guarda se online c’è ancora uno scambio o solo presenza, e se da tre mesi non c’è nessuno, dentro o fuori dalla rete, che lo cerchi. Se qualcuno lo prende di mira o lo tiene fuori di proposito, non aspettare i tre mesi e muoviti subito, anche con la scuola.