Educazione finanziaria 6-10 anni Una regola
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Il giorno della paghetta

Posso togliere la paghetta quando si comporta male?

Perché succede

È la leva più a portata di mano, ed è per questo che è la più usata. Il problema è che toglie proprio la cosa che stavi costruendo: se l’importo dipende da come si è comportato, tuo figlio non può più pianificare niente, perché non sa quanto avrà. Nella mia pratica vedo anche un effetto meno visibile: la paghetta usata come sanzione smette di essere uno strumento e diventa una misura del suo valore, e i soldi non dovrebbero mai dire a un bambino quanto vale.

Cosa puoi fare

  1. Tieni separati i tre campi. Il comportamento si affronta con conseguenze che riguardano il comportamento, i risultati scolastici con il lavoro sullo studio, la paghetta con la gestione dei soldi. Mescolarli non raddoppia l’efficacia, la annulla.
  2. Usa la conseguenza logica, non quella economica. Se ha rotto qualcosa, partecipa a rimetterlo a posto. Se ha esagerato con un fratello, ripara con lui. La conseguenza che insegna è quella che assomiglia a quello che è successo.
  3. Riconosci i suoi successi con qualcosa che non siano soldi. Un tempo insieme che sceglie lui, un permesso in più, una cosa detta ad alta voce davanti agli altri. Se il denaro è l’unica moneta di scambio in casa, tutto diventa una tariffa.
  4. Lascia agire la conseguenza che c’è già. Se ha speso tutto il primo giorno, resta senza fino alla prossima volta: quello è già un insegnamento completo, e ogni punizione che ci aggiungi sopra lo copre invece di rafforzarlo.

Cosa evitare

Non usare la minaccia di toglierla come promemoria quotidiano, perché una regola nominata dieci volte e applicata mai insegna solo che le tue parole non pesano. Ed evita di restituirla in anticipo quando ti dispiace: se la togli e poi la ridai, hai insegnato che la trattativa vince sull’accordo.

Quando chiedere aiuto

Guarda come parla di sé dopo un richiamo. «Ho fatto una cavolata» è reattivo, passa in un’ora, ed è quello che ti aspetti. Se invece si è stabilizzato in «sono un disastro», «tanto sbaglio sempre tutto», e quella frase resta identica anche nei giorni buoni e anche quando gli mostri il contrario, non stai più guardando una reazione a una punizione: stai guardando un modo di dirsi che si è fissato. Se dura più di due settimane e insieme cambiano il sonno, l’appetito o la voglia di vedere gli amici, chiedi una valutazione.

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