Educazione finanziaria 14-18 anni Una routine
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Il giorno della paghetta

Come lo preparo a gestire i soldi quando andrà via di casa?

Perché succede

Quasi tutto quello che serve fuori casa non si è mai visto da dentro: quanto costa vivere in un mese, cosa c’è scritto in un contratto, cosa succede se i soldi finiscono il venti. Un ragazzo che ha sempre gestito solo il proprio margine non è impreparato per colpa sua: nessuno gli ha mostrato il resto. Nella mia pratica vedo che l’anno prima della partenza è l’ultimo in cui si può fare senza che diventi un’emergenza.

Cosa puoi fare

  1. Fategli fare un mese di prova mentre è ancora in casa. Un budget completo affidato a lui: la spesa settimanale, i pasti, un imprevisto messo dentro apposta. Gli errori dentro questo mese costano poco e valgono per anni.
  2. Fai una settimana di trasparenza. Per sette giorni gli mostri le decisioni economiche vere: la bolletta arrivata, la rata, l’acquisto che hai rimandato. Non per spaventarlo, per fargli vedere l’ordine di grandezza reale di una vita adulta.
  3. Aprite insieme il conto e la carta di debito. L’apertura passa comunque da te finché è minorenne, e condizioni, limiti ed età cambiano da istituto a istituto: fatevi dare per iscritto i costi. Poi la parte che conta: controllare i movimenti, proteggere le credenziali, riconoscere chi chiede dati.
  4. Leggete un contratto insieme, partendo da quello del telefono. Cercate tre cose sole: quanto costa davvero al mese, quanto dura, come si esce. È l’allenamento che gli servirà per l’affitto.
  5. Prima di qualunque obiettivo, il fondo per gli imprevisti. Una cifra ferma che non si tocca. E sul credito una regola sola: non impegnare mai più di quanto sai già di poter restituire.

Cosa evitare

Non consegnargli tutto in una volta il mese prima della partenza: un pacchetto di nozioni fuori tempo non si trattiene. Ed evita di continuare a coprire i buchi a distanza senza dirlo, perché mentre credi di aiutarlo gli togli l’unica informazione che gli serve, cioè quanto costa davvero la sua vita.

Quando chiedere aiuto

C’è un segnale che si confonde con la prudenza economica ma è un’altra cosa: se rimanda la partenza, riduce le uscite mese dopo mese e il sonno si sposta sulla notte, guarda l’insieme e non la spiegazione che ti dà. Tre mesi di questo movimento, oppure un mese in cui salta lezioni o esami, sono già una soglia. Il momento che cambia il quadro è quando smette di rifiutare le proposte e comincia a non registrarle.

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