Isolamento e ritiro sociale 14-18 anni Una conversazione
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Dietro il silenzio

Come lo aiuto a farsi degli amici e a tenerli?

Perché succede

Sono due difficoltà diverse e conviene non confonderle. Farsi degli amici si blocca all’inizio: nella mia pratica sento descrivere il primo contatto come una cosa fisica, il nodo in gola, il bisogno di andarsene prima di aver detto una parola. Tenerli si blocca dopo, e ha una forma precisa: se non scrive lui, l’amicizia si spegne, e da questo ricava una conclusione su di sé invece che una constatazione su come funzionano i gruppi a quest’età. A quindici anni quasi nessuno fa manutenzione delle relazioni. Chi se ne accorge pensa di essere l’unico che non merita di essere cercato.

Cosa puoi fare

  1. Punta su ciò che si ripete. Un appuntamento fisso alla settimana, sempre lo stesso, vale più di cinque occasioni diverse. Le amicizie a quest’età nascono dalla frequenza, non dalla simpatia iniziale.
  2. Togli dalle sue spalle la manutenzione di tutti. Un’amicizia che vive solo se la tiene in piedi lui non dimostra niente su quanto valga: dimostra che gli altri sono distratti. Dillo esplicitamente, perché da solo non ci arriva.
  3. Abbassa il costo del primo contatto. Incontri brevi, con una cosa concreta da fare insieme, e un orario di fine deciso prima. Stare accanto a qualcuno mentre si fa qualcosa è più facile che stargli davanti e parlare.
  4. Contate le amicizie che ha avuto e che hanno funzionato, comprese quelle finite senza colpe. Quasi sempre sono più di quante ricordi, e l’elenco cambia la storia che si racconta.
  5. Non organizzare al posto suo. Puoi creare l’occasione, non fare il primo passo. Se lo fai tu, gli confermi la cosa che teme già.

Cosa evitare

Non chiedergli di essere più aperto o più socievole: gli stai chiedendo esattamente quello che non riesce a fare, e la richiesta si aggiunge al peso. E non riportare il paragone con i fratelli o con te alla sua età, che trasforma una difficoltà in un confronto perso.

Quando chiedere aiuto

Guarda l’evitamento, non la timidezza: rinuncia a cose che vorrebbe fare per non essere visto o per non dover parlare. Qui vale in particolare se il disagio diventa fisico davanti alle persone, se evita i luoghi affollati della scuola, se rifiuta inviti che prima accettava. La durata di riferimento è di sei mesi, ma la soglia vera arriva prima ed è funzionale: conta quando la vita si restringe per evitare il contatto.

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