Perché succede
È una delle frasi più frequenti e più dolorose che i ragazzi dicono. Il guaio non è la constatazione, è la conclusione che ne trae: se devo essere sempre io a cominciare, allora non valgo abbastanza per essere cercato. Nella mia pratica vedo che la frase è quasi sempre vera nei fatti e sbagliata nella spiegazione. I coetanei rispondono e non iniziano, perché a quell’età iniziare costa a tutti, e lui legge come rifiuto un’inerzia che riguarda l’intero gruppo. Le amicizie non gli finiscono in faccia: si sgretolano piano, e questo lascia più spazio all’interpretazione peggiore.
Cosa puoi fare
- Chiedi i nomi. «Chi è che non ti cerca?» Finché sono «gli altri» la frase è indiscutibile. Quando diventano due persone precise, si può parlare di quelle due.
- Sposta la domanda da lui alla situazione. Non «che cosa c’è di sbagliato in me» ma «che cosa è successo con quella persona, l’ultima volta che vi siete visti». È l’unico spostamento che riapre qualcosa.
- Punta su ciò che si ripete invece di moltiplicare le occasioni. Una cosa sola che torna ogni settimana, lo stesso giorno e con le stesse persone, tiene un’amicizia più di cinque inviti diversi.
- Non chiedergli di rassicurarti. Se quella frase ti ferisce, quella parte del lavoro è tua. Un ragazzo che vede il genitore in ansia smette di raccontare per non aggiungere pesi.
Cosa evitare
Non dirgli che non è vero: sui suoi messaggi i dati ce li ha lui e tu no, e la smentita ti squalifica come interlocutore. Ed evita l’elenco delle sue qualità, perché una difesa così immediata conferma che c’è qualcosa da difendere.
Quando chiedere aiuto
Qui non serve una categoria diagnostica, serve la reciprocità. Il momento da guardare è quando smette di scrivere anche lui per primo: finché insiste, un pezzo di fiducia regge. Se per circa tre mesi non resta nessuna relazione in cui dia e riceva qualcosa, e la solitudine smette di essere una preferenza per diventare una sconfitta di cui si vergogna, il quadro è cambiato. Se invece qualcuno lo sta escludendo attivamente o lo prende di mira, la soglia salta: si interviene subito, anche con la scuola.