Perché succede
Non è che non voglia. Il corpo si accende prima che lui decida: nodo alla gola, mani che tremano, la sensazione di soffocare quando qualcuno gli sta troppo vicino. Ogni tentativo finito male aggiunge una prova alla convinzione che con le persone non ci sappia fare, e più tempo passa senza esercizio più il faccia a faccia diventa una lingua che non pratica. Nella mia pratica vedo che a quel punto evitare non è pigrizia: è l’unica cosa che fa smettere l’ansia sul momento, ed è esattamente per questo che se la tiene.
Cosa puoi fare
- Concordate una via d’uscita prima di entrare. Non «resisti», ma «se dopo venti minuti vuoi venire via, mi scrivi e ti vengo a prendere, senza discussioni». Sapere di poter uscire è ciò che rende possibile entrare.
- Punta su una cosa piccola che si ripete. Un’ora fissa a settimana con le stesse due persone vale più di cinque inviti diversi: il costo scende perché la scena è già conosciuta e non va affrontata da capo ogni volta.
- Rendi possibile, non convocare. Puoi occuparti dell’orario, del passaggio, dello spazio in casa. Se sei tu a chiamare gli altri e a organizzare l’incontro, gli confermi che da solo non ce la può fare.
- Abbassa la durata, non l’obiettivo. Venti minuti veri valgono più di un pomeriggio intero rimandato per sempre. La misura giusta è quella che lui riesce a fare due volte.
Cosa evitare
Non dirgli che deve solo sforzarsi, o che «tanto poi ti diverti»: sposta il problema sulla sua volontà, che è la cosa di cui si vergogna già. Ed evita di parlare per lui quando c’è gente, anche solo per coprire un silenzio imbarazzante: gli togli l’unico allenamento che conta.
Quando chiedere aiuto
Il segnale non è l’imbarazzo, che a quell’età è normale, ma l’evitamento: guarda se sta rinunciando a cose che vorrebbe fare. Un corso a cui non si iscrive, una festa a cui dice di no due volte di fila, la mensa o il bagno di scuola che evita, la mano che non alza più in classe. Se la lista di ciò che non fa più si allunga di mese in mese, non aspettare i sei mesi di cui si parla di solito: la soglia utile è funzionale e arriva molto prima.