Isolamento e ritiro sociale ogni età Guardare meglio
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Dietro il silenzio

Come distinguo la pigrizia da un ritiro vero?

Perché succede

Da fuori le due cose si somigliano: un ragazzo sul divano, il telefono in mano, le giornate che passano. La differenza non sta nelle ore ma in quello che c’è sotto. Nella pigrizia manca la spinta e non manca niente altro. Nel ritiro c’è una paura, e quasi sempre c’è anche una storia di tentativi già fatti e andati male, mesi in cui ha provato a rientrare e non ha trovato appoggio. Chi si ritira spesso viene chiamato pigro, e alla fine ci crede anche lui: è la lettura più comoda per tutti e la più sbagliata.

Cosa puoi fare

  1. Guarda che cosa ha lasciato, non che cosa non fa. Se ha smesso di fare le cose che prima gli piacevano davvero, uno sport, un disegno, un gruppo, non è pigrizia: la pigrizia risparmia sui doveri, non sui piaceri.
  2. Ricostruisci se ci sono stati tentativi. «Nell’ultimo anno hai provato a fare qualcosa che poi non è andata?» La pigrizia non ci prova. Il ritiro ci ha provato e si è arreso.
  3. Ascolta se sta coprendo. Racconti vaghi di giornate piene, senza un nome e senza un dettaglio, sono un segnale: sta proteggendo te dalla realtà, o sé stesso dal dirla.
  4. Osserva se il tempo online sostituisce o accompagna. Se meme, serie e social sono l’unico posto dove passa qualcosa, non sono lo svago: sono il rifugio.
  5. Non usare la parola «pigro», nemmeno per scherzo. È la parola con cui si è già condannato da solo, e ogni volta che la sente da te la conferma.

Cosa evitare

Il rilancio energico («alzati, esci, muoviti») ottiene qualche giorno di apparenza e poi un ritiro più profondo. Ed evita di arrivare tu a un verdetto: distinguere pigrizia e ritiro è un lavoro clinico, e a te serve raccogliere fatti, non emettere una diagnosi in cucina.

Quando chiedere aiuto

I tre elementi che spostano il quadro sono durata, perdita di interesse e finzione. Chiedi una consulenza a uno psicologo se da più di due o tre mesi non esce se non per obbligo, se ha abbandonato tutto quello che gli piaceva, e se ti racconta giornate che non corrispondono. Non aspettare i tre mesi se in mezzo ha iniziato a saltare la scuola o il lavoro: quello è il punto in cui il ritiro comincia a chiudersi da solo, e più tardi si intercetta più fatica costa uscirne.

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