Regole e limiti ogni età Una regola
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Il giorno della paghetta

Mi chiede un anticipo sulla paghetta: glielo do?

Perché succede

Un anticipo non è un favore né una furbizia: è un prestito, e come tale insegna qualcosa solo se ha le condizioni di un prestito. Il rischio non è dire di sì, è dire di sì senza che costi niente, perché a quel punto la paghetta smette di avere un limite e non allena più nessuna scelta. Nella mia pratica vedo che i ragazzi accettano condizioni chiare molto meglio di un no secco, e imparano proprio dalle condizioni.

Cosa puoi fare

  1. Chiedi prima di tutto perché. Una cosa che finisce domani, un’occasione che non torna, oppure un desiderio arrivato mezz’ora fa. Non serve a decidere se dargliela, serve a fargli distinguere le due cose, che è la lezione vera.
  2. Fatelo scrivere in quattro righe. Quanto chiede, per che cosa, come lo restituisce e che cosa vuol dire per le prossime settimane. Metterlo per iscritto fa cadere da solo metà degli anticipi, e l’altra metà diventa un accordo invece di una discussione.
  3. Tieni un tetto: mai più di due settimane di paghetta. Oltre quella misura non sta più imparando a rientrare, sta solo accumulando settimane vuote davanti a sé, e la restituzione diventa impossibile prima ancora di cominciare.
  4. Metti un costo che non sia denaro. Mezz’ora insieme a rifare i conti del mese, o una cosa di casa in più. Serve a dire che l’anticipo esiste e non è gratis, senza aggiungere interessi a un ragazzo.
  5. Lascia passare del tempo prima del prossimo. Un paio di mesi fra uno e l’altro. E se le richieste tornano lo stesso, la domanda non è più se dargliela: è se la cifra è troppo bassa o se il sistema che avete costruito non regge.

Cosa evitare

Non concederlo per chiudere una discussione quando sei stanco, perché insegna che l’anticipo si ottiene con l’insistenza e non con le ragioni. Ed evita di rinfacciarlo nelle settimane dopo: se hai detto di sì, la conseguenza è già la paghetta più leggera, e aggiungere il rimprovero la trasforma in una punizione.

Quando chiedere aiuto

Se gli anticipi diventano frequenti e servono sempre a comprare qualcosa che lo consola, guarda oltre il denaro: se ha smesso di interessarsi anche a quello che prima gli piaceva, se il modo di parlare di sé è diventato una condanna fissa, se sonno o appetito sono cambiati. Due settimane continuative di questo quadro, quasi tutti i giorni, sono il momento per parlarne.

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