Perché succede
Sì, ma non tutto. La domanda vera non è se dirlo: se in casa c’è una difficoltà, tuo figlio l’ha già vista. Ha notato la spesa cambiata, il tono diverso, la telefonata interrotta quando è entrato. Quello che non ha è una spiegazione, e senza spiegazione se ne costruisce una peggiore, spesso con dentro l’idea che la colpa sia sua. Nella mia pratica vedo che i bambini reggono benissimo una brutta notizia detta bene e malissimo un clima che nessuno nomina.
Cosa puoi fare
- Dì che c’è una difficoltà e che ve ne state occupando. Due frasi bastano. La parte che rassicura non è la gravità del problema, è sapere che qualcuno lo sta gestendo e che quel qualcuno non è lui.
- Tara la lingua sull’età. Ai piccoli serve un’immagine: anche il salvadanaio della famiglia ha bisogno di tempo per riempirsi. Ai grandi si può dire com’è: stiamo riorganizzando le spese e per un po’ scegliamo con più attenzione.
- Tieni in piedi una cosa piccola e visibile. La serata film del venerdì resta, cambia solo che la pizza si fa in casa. Una routine che sopravvive dice che la casa regge meglio di qualsiasi rassicurazione.
- Dagli un compito vero e piccolo, e poi ridisegna il confine. Un’idea per consumare meno, un aiuto concreto. E subito dopo: la gestione è compito nostro, il tuo compito è un altro.
- Preparalo a cosa dire fuori. Trovate insieme una frase sua per gli amici, tipo che quest’anno fate scelte diverse. Senza, si sente scoperto e comincia a evitare le occasioni.
Cosa evitare
Non dare numeri che non sa dove mettere e non dire mai che le cose andranno bene se non lo sai: una rassicurazione smentita costa più del silenzio. Ed evita il tono di chi si scusa o di chi accusa qualcuno, perché quello che resta ai figli non è la causa della crisi, è come l’avete attraversata.
Quando chiedere aiuto
Un po’ di preoccupazione in questi mesi è sana. Il quadro cambia se se la prende addosso: comincia a dire che è un peso, rinuncia a tutto prima ancora che glielo chiediate, si stacca dagli amici e il rendimento cala. Se dura due settimane quasi tutti i giorni, con irritabilità più che tristezza e cambiamenti di sonno o appetito, non è la crisi economica che parla.