Perché succede
No, e la ragione non è il risparmio. Apparecchiare, rifare il letto, dare da mangiare al gatto non sono servizi resi alla famiglia: sono il modo in cui tuo figlio scopre di farne parte. Nella mia pratica vedo che quando quei gesti prendono un prezzo, cambiano natura in poche settimane: da contributo diventano prestazione, e da quel momento ogni richiesta apre una trattativa invece di una risposta.
Cosa puoi fare
- Nomina le tre categorie, una volta, ad alta voce. Le responsabilità di casa, che non si pagano e valgono per tutti. La paghetta, che non è il loro compenso ma un allenamento a gestire. I lavori straordinari, quelli che nessuno gli avrebbe chiesto comunque, che possono essere retribuiti a parte. Se le tiene distinte lui, non dovrai difenderle tu.
- Rimetti il gesto nella sua categoria quando arriva la trattativa. «Questo è un lavoro straordinario, ne parliamo» oppure «Questo rientra nelle cose di casa, e le cose di casa non si pagano». Detto con calma e sempre uguale, senza aggiungere il rimprovero.
- Dai alle responsabilità di casa una moneta che non sia il denaro. Chi ha collaborato sceglie il film della sera, decide il menu di sabato, ha voce sul programma della domenica. È un riconoscimento vero e non introduce un listino prezzi in cucina.
- Fatti vedere mentre le fai tu. Senza compenso, senza martirio e senza annunciarlo. È l’argomento più forte che hai, ed è l’unico che non si può ribattere.
Cosa evitare
Non pagare un compito inventato per l’occasione: lo riconosce subito e capisce che gli stai dando dei soldi travestiti da lavoro. Ed evita di far dipendere la paghetta dall’aver collaborato, anche solo con una frase detta di sfuggita, perché basta quella per rimettere insieme le due cose che hai appena separato.
Quando chiedere aiuto
Il segnale da guardare non è in casa, è fuori. Se il conteggio si estende alle relazioni, se comincia a tenere il conto di quello che dà e di quello che riceve con gli amici, se offre solo a chi ha offerto e se non c’è nessuno con cui le cose si fanno e basta, il problema non è più la paghetta. Pochi amici non è un problema; nessuna relazione in cui dia e riceva senza contabilità lo diventa. Se il quadro resta questo per tre mesi, parliamone.