Osservazione ogni età Guardare meglio
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro 96 giorni per capire tuo figlio

Che cosa mi dice il corpo di mio figlio mentre parla?

Perché succede

Ti dice qualcosa, ma non quello che ti direbbe un manuale. Non esiste una tabella in cui le braccia incrociate significano chiusura e lo sguardo basso bugia: quei significati cambiano da persona a persona e da situazione a situazione. Quello che esiste è il tuo, di figlio, con un suo modo ricorrente di stare quando una cosa gli piace e uno diverso quando gli pesa. Nella mia pratica vedo che i ragazzi comunicano molto con il corpo per una ragione semplice: alla loro età le parole per certe cose non ci sono ancora, e il resto arriva prima.

Cosa puoi fare

  1. Prendi lui come metro, non un modello generale. La domanda utile non è «che cosa significa quel gesto», ma «è come sta di solito, o è diverso da lui?».
  2. Nota come cambia fra due argomenti. In una conversazione normale, guarda che cosa succede quando parla di una cosa che gli piace e di una che non gli piace. Sono due configurazioni sue, e con un po’ di attenzione diventano riconoscibili.
  3. Guarda lo scarto fra le parole e il resto. «Va tutto bene» detto in un certo modo è l’informazione più utile che avrai quella sera, ed è un’informazione da usare con delicatezza.
  4. Di’ ad alta voce quello che hai notato. «Quando hai parlato di quella cosa ti si è illuminata la faccia», «mi è sembrato che questa cosa ti abbia dato fastidio». Apertamente, senza aria da esperto.
  5. Se sbagli, correggi l’ipotesi. Non lui. Sbagliare all’inizio è normale e non rovina niente: quello che rovina è insistere sulla propria lettura contro quello che ti sta dicendo.

Cosa evitare

Evita tutto quello che funziona solo se lui non lo sa: dire una cosa a caso per studiare la reazione, provocarlo per vedere che faccia fa, cambiare discorso per interrompere uno stato d’animo. È osservazione fatta di nascosto, e se se ne accorge, e succede, perdi molto più di quello che avresti guadagnato. Ed evita di annunciare quello che vedi come una diagnosi: «ti si legge in faccia che menti» chiude tutto.

Quando chiedere aiuto

Fra le cose che il corpo dice prima delle parole, guarda quelle che durano. Non la giornata storta, ma il cambiamento che resta: la perdita di piacere per cose che prima gli piacevano, il sonno e l’appetito che cambiano, il modo di parlare di sé che diventa stabile invece che reattivo. La durata di riferimento è due settimane continuative, quasi tutti i giorni. Nei ragazzi si presenta spesso come irritabilità, non come tristezza.

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