Perché succede
Una relazione con una differenza d’età vistosa mette il genitore davanti a due domande diverse, e la difficoltà nasce dal fatto che arrivano insieme. La prima è di tutela e non è un’opinione: se tuo figlio è minorenne il quadro cambia completamente, anche sul piano penale, e conviene informarsi invece di discutere. La seconda riguarda due maggiorenni, e lì la differenza d’età da sola non dice niente. Quello che dice qualcosa è l’asimmetria: chi ha più esperienza, più risorse, più mondo intorno, e che uso ne fa.
Cosa puoi fare
- Stabilisci su quale piano sei. Minorenne o maggiorenne non è una sfumatura: nel primo caso la questione non è educativa ma di tutela, e la valuti con un professionista o con le forze dell’ordine, non da solo.
- Guarda la reciprocità, non gli anni. Chi decide dove andare e quando vedersi? Le decisioni si negoziano o si accettano? Un’asimmetria che si regge lascia spazio a un no; una che è diventata controllo non lo lascia.
- Chiedi i nomi. Chi vede ancora, e chi ha smesso di vedere da quando c’è questa storia. L’allontanamento progressivo da tutti gli altri dice più dell’età.
- Non contestare il sentimento. Se lo attacchi raddoppia, e tu esci dalla conversazione. Accoglilo e affiancalo con una domanda sui fatti: come si sente dopo che si sono visti.
- Di’ una volta che la porta è aperta. Che se un giorno volesse uscirne, tornare non costa niente e non ci sarà nessun «te l’avevo detto». Una volta, non ogni settimana.
Cosa evitare
Non trasformarlo in un divieto se ha diciotto anni: otterresti clandestinità, cioè meno informazioni proprio quando ti servono. E non parlare male della persona, perché lo costringe a difenderla e ogni difesa lo lega di più.
Quando chiedere aiuto
La soglia qui non è morale, è di reciprocità. Se nell’arco di qualche mese la sua vita si riduce a quella relazione, se le persone che aveva sono sparite una dopo l’altra e lui ne parla come di una solitudine di cui si vergogna, il quadro è cambiato. Se compare controllo su dove va, su cosa scrive o su chi vede, non aspettare i mesi.