Perché succede
Dice che gli altri sono superficiali, che al concerto filmano invece di ascoltare, che nessuno parla davvero. Non è una posa. Nella mia pratica vedo che questa critica quasi sempre contiene qualcosa di vero, e per questo funziona così bene: gli permette di spiegare la sua solitudine con un difetto del mondo invece che con un difetto suo, e a quel punto non c’è più niente da provare. Il passaggio che conta è quando la spiegazione diventa una casa. Finché resta un giudizio, cerca ancora. Quando diventa un’identità, smette di cercare e resta solo, con la sensazione di avere ragione.
Cosa puoi fare
- Non discutere la critica, chiedi i costi. Dagli ragione dove ce l’ha e poi chiedi che cosa ha smesso di fare per non partecipare a quel modo. È l’unica domanda che riapre qualcosa.
- Distingui il rifiuto scelto da quello subito. Chiedi se non ci va o se non ci riesce. Sono due situazioni che vogliono due strade diverse, e spesso nemmeno lui le ha separate.
- Tieni aperto un canale minimo, senza chiedere niente. Entrare in camera, dire una cosa breve, uscire. Ogni giorno. La domanda diretta, ripetuta, è ciò che fa chiudere la porta.
- Non trattarlo né da malato né da colpevole. Sono i due errori che si aspetta, e li usa entrambi come conferma: il primo che in lui c’è qualcosa che non va, il secondo che nessuno capisce.
- Cerca una cosa che si ripete e non prevede il gruppo. Un corso, un impegno con una persona sola. Un appuntamento fisso alla settimana pesa più di dieci occasioni diverse.
Cosa evitare
Non dirgli che alla sua età bisogna adattarsi: gli confermi che l’alternativa alla solitudine è tradirsi. E non prendere in giro il suo giudizio sui coetanei, nemmeno affettuosamente, perché lo trasformerà in una posizione da difendere.
Quando chiedere aiuto
Il criterio internazionale per il ritiro sociale è di sei mesi, ma per un genitore quel numero è una trappola: a sei mesi il ritiro si è consolidato. La soglia utile arriva molto prima. Un mese di rifiuto della scuola, oppure tre mesi in cui le uscite si riducono progressivamente e il sonno si sposta sulla notte. Il segnale che cambia tutto: smette di rifiutare le proposte e comincia a non registrarle. Non aspettare che passi da solo, perché il ritiro si autoalimenta.