Vita digitale 14-18 anni Una conversazione
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Dietro il silenzio

Ha ragione a dire che i suoi coetanei sono tutti finti?

Perché succede

In parte sì, e conviene dirlo. A quell’età si costruisce un personaggio e si tiene in scena, perché mostrarsi come si è costa troppo, e i social hanno reso quella scena permanente e misurabile. Quindi la sua osservazione è esatta. Il punto è dove finisce l’esattezza. Nella mia pratica vedo che «sono tutti finti» funziona come una parola sola che copre tre cose diverse: la vetrina, che esiste; le persone dietro la vetrina, che restano persone; e la sua difficoltà a entrare, che dentro quel giudizio smette di essere un problema da affrontare. Rispondere sì o no in blocco fa perdere il pezzo utile.

Cosa puoi fare

  1. Dagli ragione sul pezzo vero e non su tutto. Sì sulla vetrina, no sul «tutti». Detto in questo ordine, perché se cominci dal no non sente il resto.
  2. Chiedi i nomi. Quali persone precise, e se in tutta la scuola ce n’è almeno una che gli sembra diversa. Un’eccezione trovata da lui vale più di un’ora di ragionamento tuo.
  3. Sposta la conversazione dai caratteri agli episodi. Non «come sono loro», ma che cosa è successo con quella persona, quel giorno. Il giudizio generale non porta a nessuna azione, un episodio sì.
  4. Non usare la sua critica come diagnosi. Anche quando è evidente che gli serve per proteggersi, non dirglielo. Sentirsi interpretato lo costringe a difendere la tesi per difendere sé, e la tesi si irrigidisce.

Cosa evitare

Non fargli l’elenco dei difetti della sua generazione per stare dalla sua parte: ci guadagni un’alleanza e ci perdi la possibilità di rimetterlo in mezzo agli altri. E non dirgli che quando avrà la tua età capirà, perché rimanda tutto a un momento che non lo aiuta adesso.

Quando chiedere aiuto

Qui non serve nessuna categoria diagnostica, serve un criterio di reciprocità. Pochi amici non è un problema. Nessuna relazione in cui dia e riceva lo diventa, con circa tre mesi come riferimento. Il quadro cambia quando il giudizio sugli altri smette di essere un’opinione e diventa la spiegazione di una solitudine di cui in privato si vergogna, cioè quando difende con forza una scelta che non ha fatto.

PDF

Scarica la scheda in PDF

Una pagina, da stampare.

Scarica il PDF ↓
Il libro

Dietro il silenzio

Quello che tuo figlio non ti dice

Il libro su Amazon

Altre schede su vita digitale

Tutte le schede Tutte le schede su vita digitale