Perché succede
Il divieto è la mossa che viene per prima, perché è l’unica che ti fa sentire di aver fatto qualcosa. Ma un ragazzo a cui vieti la rete non smette di starci, smette di raccontartelo, e resta là dentro senza nessuno a cui chiedere. Nella mia pratica vedo che i ragazzi prudenti non sono quelli a cui è stato proibito di più: sono quelli che sanno in anticipo che cosa fare quando la situazione si mette storta.
Cosa puoi fare
- Digli prima che se succede non è colpa sua. Detta a freddo, quando non è successo niente, questa frase è la sola cosa che fa la differenza il giorno in cui succede. Aggiungi la seconda metà, che conta quanto la prima: che non gli toglierai l’account e non chiuderai tutto.
- Concordate adesso la via d’uscita. Che cosa fa se qualcuno insiste, se chiede foto, se si offende perché lui non risponde. Decidete la frase con cui chiude e a chi lo dice. Una risposta scelta prima costa molto meno di una risposta da inventare mentre il cuore batte.
- Fate il giro delle impostazioni insieme, una cosa per volta. Chi vede quello che pubblica, chi può scrivergli, che cosa è pubblico sul suo profilo. Una sera una piattaforma, non il decalogo tutto in una volta: quello che si fa in blocco non resta.
- Dategli la regola dei dettagli che identificano. Non è la vita privata in generale, sono le cose che dicono dove sei: la scuola, la via, gli orari fissi, la foto con la fermata alle spalle. Quelle non si mettono. Il resto è suo e decide lui.
Cosa evitare
Non leggergli le chat di nascosto: il giorno in cui lo scopre, e lo scopre, hai perso l’unico canale che ti serviva. Ed evita di spaventarlo con i casi peggiori, perché la paura non produce prudenza, produce silenzio.
Quando chiedere aiuto
Il segnale da guardare non è l’imbarazzo, è l’evitamento: quando comincia a rinunciare a cose che vorrebbe fare per non essere visto. Smette di pubblicare, esce dalle chiamate di gruppo, non vuole essere fotografato, e piano piano lascia fuori anche il resto, le uscite e la classe. La soglia arriva prima di quello che si legge in giro: se la rinuncia dura da qualche settimana e si allarga, si chiede aiuto.