Vita digitale 14-18 anni Una conversazione
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Dietro il silenzio

Come gli parlo della paura di restare escluso?

Perché succede

La paura di restare fuori è la più difficile da nominare, perché nominarla sembra confermarla. Nella mia pratica vedo ragazzi che preferiscono passare per indifferenti piuttosto che dire che gli importa: «tanto non mi va» costa molto meno di «ho paura che non mi vogliano». Per questo la conversazione diretta, seduti uno davanti all’altro, quasi sempre non parte. E c’è un secondo strato: ha in testa un’idea precisa di come dovrebbe essere la sua vita sociale a quest’età, un calendario che nessuno ha scritto, e si misura su quello prima di misurarsi sui fatti.

Cosa puoi fare

  1. Scegli un momento in cui non c’è niente in gioco. In macchina, mentre si cucina, mentre si cammina. La conversazione che conta non regge lo sguardo fisso e non regge la formula «dobbiamo parlare».
  2. Abbassa il costo prima di parlarne. Se il tema è un invito che lo spaventa, concordate in anticipo la via d’uscita: a che ora si torna, come si chiama chi lo prende, che scusa vale. Entrare diventa possibile quando uscire è già deciso.
  3. Nomina il calendario immaginario e togligli autorità. «A quest’età dovrei avere un gruppo» è una regola che qualcuno ha scritto, e non è lui. Chiedigli da chi l’ha presa e se quella persona la sta rispettando.
  4. Non organizzare al posto suo. Fissare tu l’incontro, scrivere tu al compagno, iscriverlo tu: gli confermi che da solo non ce la fa. Al massimo procuri l’occasione, il primo passo lo fa lui.

Cosa evitare

Non raccontargli che alla sua età anche tu eri timido e poi è passato: sposta la scena su di te e mette una scadenza che nessuno può garantire. E non dirgli «vedrai che ti chiameranno», perché se non lo chiamano hai perso credibilità nel punto in cui ti serviva.

Quando chiedere aiuto

Il segnale non è l’imbarazzo, è l’evitamento: rinuncia a cose che vorrebbe fare per non essere visto. Qui vale in particolare se comincia a rifiutare inviti che prima accettava, se non parla più in classe, se evita la mensa. La soglia è funzionale e arriva prima di qualsiasi conteggio di mesi: conta il momento in cui la vita si restringe per non essere guardata.

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