Comunicazione ogni età Una conversazione
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Parla con tuo figlio

Perché mi dice quello che voglio sentirmi dire e non quello che pensa?

Perché succede

Perché è la risposta che costa meno. Se una domanda si può chiudere con un sì, e il sì produce una faccia contenta mentre il no produce una discussione, la scelta è già fatta e non è nemmeno del tutto consapevole. Nella mia pratica vedo che quando questo diventa l’unico modo, sotto c’è quasi sempre una convinzione precisa: che l’affetto si mantenga facendo contenta la persona che hai davanti. Un ragazzo così non ti sta ingannando, sta proteggendo il rapporto nel solo modo che conosce, e gli costa più di quanto sembri.

Cosa puoi fare

  1. Guarda che tipo di domande fai. Le domande che si chiudono con un sì o un no gli dicono anche qual è la risposta giusta. Chiedigli che cosa ne pensa, non se è d’accordo.
  2. Fai vedere che il disaccordo non rompe niente. La prima volta che dice una cosa diversa dalla tua, la reazione che hai in quel momento vale più di qualsiasi discorso sull’onestà. Ringrazialo per avertelo detto, anche se non ti piace.
  3. Nomina lo scarto e chiedigli il resto. «Mi hai detto che va bene, ma non mi sembrava»: è un’osservazione che si può correggere, non un’accusa di bugia. Poi riportalo lì: «e tu, in quel momento, che cosa avresti voluto rispondere?».
  4. Riconoscigli qualcosa che non c’entra con la performance. Se l’apprezzamento arriva solo per i voti e i risultati, l’idea che vada meritato si rinforza da sola.

Cosa evitare

Non trattarlo da bugiardo: la parola chiude il discorso e conferma esattamente quello che teme, cioè che dire la verità sia pericoloso. Ed evita di fargli le domande importanti davanti ad altri, fratelli compresi: con un pubblico la risposta comoda diventa quasi obbligata.

Quando chiedere aiuto

Il segnale da tenere d’occhio non è l’imbarazzo, è l’evitamento: rinuncia a cose che vorrebbe fare per non essere visto o giudicato. Un figlio sempre d’accordo con tutti, che non chiede mai niente e non ha mai un’opinione scomoda, può stare pagando un prezzo alto per restare accettabile. La durata di riferimento è sei mesi, ma la soglia vera è funzionale e arriva prima: guarda se sta lasciando cadere inviti e attività che prima accettava.

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