Bias cognitivi ogni età Una conversazione
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro 96 giorni per capire tuo figlio

Perché mio figlio nota solo quello che conferma quello che già pensa?

Perché succede

Perché è così che funziona l’attenzione, in lui come in te: non possiamo registrare tutto, quindi filtriamo, e il filtro è fatto di quello che già crediamo, così chi si è convinto di essere negato in matematica nota ogni verifica andata male e archivia quella andata bene come un caso. Nella mia pratica vedo che il problema non è la convinzione ma il fatto che si autoalimenta: per questo contraddirla di petto non funziona, anche la contraddizione entra nel filtro e viene scartata.

Cosa puoi fare

  1. Non smontarla, indebolisci il filtro. «Non è vero che sei negato» dura tre secondi, mentre «che cosa te lo fa pensare? c’è stato un episodio preciso?» lo porta a guardare i dati invece della conclusione.
  2. Vai a cercare l’eccezione insieme a lui. Un momento in cui è andata diversamente, anche piccolo: non serve una prova contraria, serve che la regola smetta di essere senza eccezioni.
  3. Tieni traccia di quello che nota poco. In una nota sul telefono, le volte in cui è riuscito o ha superato una difficoltà, da rileggere ogni tanto senza cerimonia.
  4. Fai l’avvocato del diavolo con delicatezza. «E se fosse andata così?», non per vincere ma per allenarlo a considerare una seconda versione.
  5. Fallo tu davanti a lui. Cambia idea ad alta voce quando qualcuno ti porta un argomento buono e ammetti quando non sai: imparerà più da questo che da qualsiasi spiegazione.

Dal tuo lato. Il filtro lavora anche su di te: da quando hai una parola per il problema, «non si applica», lo vedi dappertutto e il pomeriggio passato a studiare non entra nel conto, quindi per una settimana scrivi ogni sera tre cose che ha fatto e che con il problema non c’entrano.

Cosa evitare

Non accumulare prove contro la sua convinzione, perché più ne porti più lui si organizza per difenderla. E non parlarne subito dopo un insuccesso, quando ogni argomento diventa una consolazione da respingere.

Quando chiedere aiuto

Il segnale non è la convinzione sbagliata su una materia ma il modo in cui parla di sé nel complesso: se diventa stabile invece che reattivo («sono un fallito» al posto di «che disastro oggi») e perde interesse anche per quello che prima gli piaceva, per due settimane continuative, quasi tutti i giorni e per gran parte della giornata. Nei ragazzi si presenta spesso come irritabilità.

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