Comunicazione 6-10 anni Una conversazione
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Parla con tuo figlio

Posso partire da una domanda chiusa senza chiudere il discorso?

Perché succede

Sì, e in un caso preciso conviene: quando temi di risultare invadente e ti serve solo una scintilla per mettere in moto la cosa. Nella mia pratica vedo che il punto di svolta non è eliminare le domande chiuse, ma sapere quali si possono allungare e quali invece vanno buttate via, perché sono fatte in modo che nessuna aggiunta le salvi.

Cosa puoi fare

  1. Quelle che si allungano: tienile e aggiungici un pezzo. «Ti piace sciare?» diventa «ti piace sciare? Perché? Che cosa ti piace di più?». Non hai cambiato domanda, hai messo due gradini dopo il primo, e per lui è meno strano che sentirti parlare di colpo in un altro modo.
  2. Quelle che chiedono un giudizio su di lui: sostituiscile. «Sei pronto per quel progetto?» chiede una dichiarazione, e la risposta sarà sì anche quando non è vero. «Che cosa devi fare per iniziare?» chiede un piano, ed è l’unica delle due a cui può rispondere onestamente.
  3. Quelle che gli chiedono di approvare una tua idea: giratele. «Ti piace?» diventa «secondo te che cosa dovremmo mettere qui?». La prima gli lascia solo da dire di sì, la seconda gli chiede di metterci qualcosa di suo.
  4. Quelle che offrono due caselle: aprile. «Secondo te andrà bene o andrà male?» lo costringe a scegliere fra due previsioni che sono tue. «Che cosa pensi che potrebbe succedere dopo?» lascia lo spazio per quello che pensa davvero, che non è quasi mai una delle due.
  5. Usane una per conversazione. Come innesco funziona bene, come stile diventa un questionario a crocette, e a quel punto ti risponderà a crocette.

Cosa evitare

Non fare la chiusa e poi restare in attesa: se non hai già in testa il pezzo da aggiungere, il sì secco arriva prima che tu abbia deciso come continuare.

Quando chiedere aiuto

Qui non conta la lunghezza delle risposte, conta se dentro compaiono delle persone. Se per settimane, qualunque strada prendi, nelle sue risposte non compare mai un nome, e se non nomina più nessuno di sua iniziativa, non è un problema di domande. Il criterio non è quanti amici ha, ma se esiste almeno una relazione in cui dà e riceve: se non c’è, per circa tre mesi, e la solitudine ha smesso di sembrargli una preferenza per diventare qualcosa di cui si vergogna, è il momento di parlarne con qualcuno.

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