Regole e limiti ogni età Una regola
Dalla collana Genitori senza stress · dal libro Il giorno della paghetta

Che regole do a mio figlio per la paghetta?

Perché succede

Le regole sulla paghetta quasi sempre non vengono decise: si accumulano una alla volta, ognuna dopo un problema, finché nessuno dei due sa più che cosa vale. Da lì nascono le discussioni, che non sono sul denaro ma su che cosa era stato detto. Nella mia pratica vedo che le famiglie con poche regole scritte litigano meno di quelle con molte regole ricordate a memoria.

Cosa puoi fare

  1. Mettile per iscritto in un foglio unico. Non un regolamento: mezza pagina appesa dove si vede. Quando c’è un dubbio si guarda il foglio invece di ricostruire chi ha detto cosa, e la discussione finisce lì.
  2. Tienile poche e su quattro ambiti soltanto. Che cosa copre la paghetta, quanto se ne mette da parte, sopra quale cifra se ne parla prima, quando arriva. Tutto il resto è un caso particolare e si decide quando capita.
  3. Decidile con lui, non annunciargliele. Una regola che ha contribuito a scrivere è una regola che difenderà; una che ha subito è una regola da aggirare. Sulle poche che non sono negoziabili dì che non lo sono e spiega perché una volta sola.
  4. Scrivi anche come si cambiano. Che si rivedono ogni sei mesi, e che nel frattempo chiunque può chiedere di parlarne. Sapere che esiste una porta per cambiarle è ciò che gli toglie il bisogno di forzarle.
  5. Applicale allo stesso modo tutte le volte. E se devi fare un’eccezione, dilla prima e di’ che è un’eccezione. Le regole che valgono a seconda dell’umore insegnano soltanto a studiare l’umore.

Cosa evitare

Non aggiungere una regola nuova ogni volta che qualcosa va storto: in tre mesi diventano tante e nessuno le ricorda, tu compreso. Ed evita di usare la paghetta come leva sul comportamento generale, perché mescoli due discorsi diversi e perdi quello educativo, che è l’unico per cui gliela stai dando.

Quando chiedere aiuto

Discutere sulle regole a tredici anni è il suo lavoro, non un sintomo. Quello che vale la pena guardare è se dopo ogni discussione la conclusione che tira lui è su di sé: non “questa regola è ingiusta” ma “tanto io sbaglio sempre”. Se questa frase resta anche quando le cose vanno bene e comincia a lasciar perdere prove in altri campi, non aspettare oltre il trimestre.

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