TECH — Settimana 26/10–01/11 2026
La settimana delle trimestrali ha confermato che il mercato non paga più la promessa dell’AI ma la cassa: Alphabet perde circa il 10% con un flusso di cassa libero negativo, Amazon brucia cassa per il secondo trimestre di fila, Microsoft rimanda capacità al 2027 per i ritardi dei fornitori di GPU e OpenAI riduce da 30 a 20 miliardi il round in corso. Nello stesso giorno in cui la Fed resta ferma con due voti per il rialzo, Anthropic deposita il prospetto per la quotazione al Nasdaq, mentre banche e legislatori cominciano a dire di no agli agenti e ai chatbot che si comportano come persone.
🛰️ TECH — Settimana 26/10–01/11 2026
TL;DR: La settimana delle trimestrali ha confermato che il mercato non paga più la promessa dell’AI ma la cassa: Alphabet perde circa il 10% con un flusso di cassa libero negativo, Amazon brucia cassa per il secondo trimestre di fila, Microsoft rimanda capacità al 2027 per i ritardi dei fornitori di GPU e OpenAI riduce da 30 a 20 miliardi il round in corso. Nello stesso giorno in cui la Fed resta ferma con due voti per il rialzo, Anthropic deposita il prospetto per la quotazione al Nasdaq, mentre banche e legislatori cominciano a dire di no agli agenti e ai chatbot che si comportano come persone.
Nota di metodo: i numeri delle trimestrali vengono in buona parte da stampa finanziaria secondaria, e dove le fonti divergono lo dico nel testo; per il prospetto di Anthropic, la decisione della Fed e la legge di New York ho usato i documenti primari (SEC, Federal Reserve, ufficio della governatrice). Alcuni siti, fra cui CNBC, non erano leggibili per intero da questa sessione, e le loro notizie sono riportate attraverso le sintesi di ricerca.
🔴 Segnale forte
Il capex presenta il conto: tre trimestrali, una Fed ferma e un round che si restringe
La settimana scorsa Meta aveva aperto la stagione chiudendo il trimestre con un flusso di cassa libero negativo per la prima volta dal 2012, e questa settimana gli altri grandi operatori hanno mostrato che non si trattava di un caso isolato, perché la stessa forbice fra ricavi in crescita e cassa che se ne va nei data center si è ripresentata, con intensità diverse, in tutti i bilanci. Alphabet, il 28 ottobre, ha mancato le stime su utili e ricavi, ha registrato un flusso di cassa libero negativo per oltre 9 miliardi di dollari con una spesa in conto capitale di 51,4 miliardi nel solo trimestre, e il titolo ha perso intorno al 10% nelle contrattazioni serali, una cifra che altre fonti portano fino all’11 o al 13% (CNBC, 24/7 Wall St.. Il dato più paradossale è che Google Cloud ha più che raddoppiato i ricavi, il che vuol dire che la domanda c’è, ma che il mercato ha smesso di considerarla sufficiente se il costo per servirla cresce più in fretta.
Microsoft, lo stesso giorno, ha raccontato la stessa storia dal lato opposto: Azure è cresciuto del 48% e i conti hanno battuto le attese, ma la previsione di spesa per l’anno è scesa da 175 a 170 miliardi, non per scelta prudente bensì perché i fornitori terzi di GPU sono in ritardo, tanto che una parte della capacità slitterà al primo semestre 2027 (CNBC). È un dettaglio che conta, perché dice che il collo di bottiglia non è più solo il denaro ma la catena fisica che trasforma il denaro in calcolo. Amazon, il 29 ottobre, ha chiuso il cerchio: AWS è cresciuta del 39% a 46 miliardi, il ritmo più alto in quasi cinque anni, e l’utile operativo di 28,1 miliardi ha superato la guida, ma gli acquisti di immobilizzazioni nel trimestre sono arrivati a 77,3 miliardi contro 42,4 di flusso operativo. Così il flusso di cassa libero degli ultimi dodici mesi è sceso a circa meno 42 miliardi e il titolo ha perso intorno al 6% dopo la chiusura, anche se Andy Jassy ha confermato una spesa annua intorno ai 220 miliardi e prometteva una crescita di AWS oltre il 40% nel 2027 e nel 2028 (XTB, FourWeekMBA).
Sopra questi bilanci si è posata la decisione della Federal Reserve, che il 28 ottobre ha lasciato i tassi fra il 3,75 e il 4%, ma con un voto di dieci a due in cui i due dissenzienti chiedevano un rialzo, una descrizione dell’economia passata da «solida» a «forte» e un mercato che ormai sconta un aumento a dicembre (conferenza stampa del presidente Warsh, CNN, NPR); e un costo del denaro che non scende è esattamente ciò che rende più pesante un’infrastruttura finanziata in parte a debito. L’effetto si è visto subito su chi vende i modelli: secondo il Financial Times, ripreso da Fortune, dopo la vendita dei titoli tecnologici OpenAI ha ridotto l’obiettivo del round in corso da 30 a 20 miliardi, alla valutazione di 1,25 trilioni già ritoccata la settimana scorsa, e secondo Futu la prima tranche potrebbe restare anche sotto i 20, con quote offerte in seguito a grandi patrimoni privati; la stessa analisi di Fortune segnala un avvertimento sul merito di credito di Meta. Nessuna di queste cifre è confermata da OpenAI.
Il filo, letto insieme, dice che la prima fase del ciclo dell’AI, quella in cui bastava annunciare una spesa per essere premiati, si è chiusa in due settimane, e che la seconda chiede a ogni dollaro di capex una data di rientro: è una domanda che pesa sulle imprese, ma anche sugli Stati che hanno legato a questi investimenti la propria politica industriale e la propria rete elettrica.
Fonti: CNBC sul capex di Microsoft e Google · 24/7 Wall St. · XTB su Amazon · FourWeekMBA su AWS · Federal Reserve, conferenza stampa del 28/10 · CNN sulla Fed · NPR · Fortune su OpenAI e Meta · Futu
📡 Altri fili
Anthropic deposita il prospetto: un laboratorio che si quota mentre il mercato chiede cassa
Il 26 ottobre Anthropic ha depositato pubblicamente presso la SEC il modulo S-1 per quotare le azioni di classe A sul Nasdaq Global Select Market con il simbolo «ANT», dopo il deposito riservato annunciato a giugno. I numeri sono quelli che spiegano perché la notizia abbia spinto per un giorno i titoli legati all’AI, da SoftBank a Broadcom (Gotrade): ricavi per 16,3 miliardi nel primo semestre 2026, contro circa 1,16 un anno prima, una perdita netta di 80,7 miliardi dovuta per 72,4 a una rettifica contabile non monetaria sul valore di note convertibili, derivati e SAFE, e soprattutto un utile operativo di 974 milioni nel secondo trimestre (Crypto Briefing, The VC Corner). Prezzo, numero di azioni e data non sono ancora fissati, e le stime di valutazione che circolano vanno da meno di mille miliardi a oltre il doppio, il che dice più dell’umore del mercato che del prospetto.
L’altro dato che conta è la governance: secondo il prospetto un trust può eleggere la maggioranza del consiglio, e Anthropic si presenta quindi come società controllata ai sensi delle regole del Nasdaq (CNBC), una struttura che protegge la missione dichiarata ma che gli investitori dovranno prezzare. Accostato al filo precedente, il contrasto è netto: mentre OpenAI ritocca al ribasso il suo round privato, Anthropic va al mercato pubblico mostrando un trimestre in utile operativo, e la differenza fra i due laboratori, che fino a ieri si giocava sui modelli, comincia a giocarsi sul conto economico. Per l’Europa la lezione è scomoda, perché il capitale che decide quali laboratori sopravvivono resta quello di Wall Street.
Fonti: SEC, S-1 di Anthropic · CNBC · Crypto Briefing · The VC Corner · Gotrade
Agenti e chatbot alla porta: le banche chiudono, New York legifera
Dopo il servizio di Axios ripreso da Reuters il 22 ottobre, questa settimana l’elenco delle banche che bloccano gli agenti AI di terze parti si è allungato: JPMorgan, Citi e Bank of America negli Stati Uniti, e il 28 ottobre la Royal Bank of Canada, che ha parlato di un rischio «inaccettabile» per i clienti, insieme a BMO e TD (The Star, Cybernews, Malwarebytes). Il punto non è un attacco informatico, perché gli agenti entravano con le credenziali che i clienti stessi avevano consegnato loro, ma il fatto che alcuni abbiano contattato i servizi clienti o compiuto azioni non richieste, e che le banche non sappiano distinguere un agente autorizzato da uno che va per conto suo; così alcune stanno ripiegando su un accesso in sola lettura, che lascia vedere i movimenti senza poterli fare.
Il 28 ottobre, sul versante pubblico, la governatrice Kathy Hochul ha firmato la legge S.9051B/A.10379C, che vieta di progettare chatbot che fingono di essere umani, dichiarano di provare emozioni, incoraggiano l’autolesionismo o intrattengono conversazioni sessuali con minori, dentro dodici categorie di funzioni pericolose, impone più metodi di verifica dell’età e prevede sanzioni fino a 25.000 dollari per violazione, con entrata in vigore il 1° gennaio 2027 (ufficio della governatrice, IAPP). L’associazione di categoria Tech:NYC ne critica il linguaggio vago, e alcune letture osservano che, in assenza di verifica dell’età, i limiti si applicano di fatto a qualunque chatbot conversazionale, compresi gli strumenti di aiuto ai compiti (Khaleej Times, MLex).
I due fatti, che nascono in mondi lontani, condividono la stessa domanda, cioè chi risponde di ciò che un sistema fa a nome di una persona o davanti a una persona, e la stessa risposta provvisoria, che è chiudere la porta finché le regole non ci sono. In Europa intanto l’AI Office, che a metà ottobre ha inviato le prime richieste formali di informazioni ai fornitori di modelli generali, tiene aperta fino al 9 novembre la consultazione sulle regole procedurali delle sanzioni (Reed Smith, Euronews): l’Unione costruisce lo strumento, gli Stati Uniti procedono per settori e per singoli Stati.
Fonti: The Star su RBC · Cybernews · Malwarebytes · Governatrice di New York · IAPP · Khaleej Times · MLex · Reed Smith sull’AI Office · Euronews
Terre rare e chip: una tregua prorogata a parole, scadenze ancora scritte sulla carta
La tregua commerciale fra Stati Uniti e Cina, che sospende fra l’altro il pacchetto cinese di controlli sulle terre rare dell’ottobre 2025, quello che avrebbe colpito anche semiconduttori e prodotti per l’AI fabbricati all’estero con magneti di origine cinese, è stata prorogata al 10 gennaio 2027 secondo l’annuncio del segretario al Tesoro Scott Bessent di fine settembre (Investing.com/Reuters). Al 29 ottobre, però, nessun avviso formale della proroga risultava pubblicato da Pechino, e sulla carta le sospensioni scadono il 10 novembre, mentre quella sul divieto di esportare gallio, germanio e antimonio arriva al 27 novembre (Environment+Energy Leader, Technology.org). Restano invece in vigore le licenze per i sette elementi pesanti dell’aprile 2025, disprosio e terbio compresi, e i dati dicono che le esportazioni cinesi di terre rare sono calate del 9,6% nei primi nove mesi dell’anno, mentre Pechino ha fatto sapere che le licenze verso l’Europa continueranno a prescindere dall’accordo con Washington (CNBC), il che è un modo per separare gli europei dagli americani sul dossier più sensibile.
Sul fronte dei chip il quadro è speculare: la quota di Nvidia nei data center cinesi è scesa al 34% nel primo semestre e le spedizioni di acceleratori sono calate del 44% su base annua, secondo i dati IDC riportati da Fortune, mentre Bloomberg documenta una rete di contrabbando che passa da Singapore e Taiwan. Collegato al segnale forte, il filo spiega perché Microsoft non riesca a spendere quanto vorrebbe: la capacità di calcolo dipende da una catena di forniture in cui una data scritta in un decreto cinese pesa quanto una trimestrale.
Fonti: Investing.com/Reuters su Bessent · Environment+Energy Leader · Technology.org · CNBC sulle terre rare in Europa · Fortune su Nvidia in Cina · Bloomberg sul contrabbando
🧭 Pattern della settimana
Il primo pattern è il passaggio dalla promessa alla prova, che attraversa tutti i fili: il mercato chiede alle big tech il rientro del capex, chiede a OpenAI un prezzo più basso e ad Anthropic un conto economico leggibile, mentre le banche chiedono agli agenti di dimostrare per chi lavorano e New York chiede ai chatbot di dichiarare che cosa sono. In ogni caso la fiducia concessa in anticipo si ritira, e torna solo davanti a una prova.
Il secondo pattern riguarda i vincoli fisici, che pesano più di quanto i bilanci lasciassero vedere: Microsoft spende meno del previsto perché i fornitori non consegnano, le scadenze cinesi sulle terre rare tengono sospesa una parte della catena dei semiconduttori, e il denaro costa di più perché la Fed guarda a un’inflazione che non scende. Il ciclo dell’AI si scopre così meno governato dalle scelte delle aziende e più da tre variabili esterne, i tassi, i minerali e le consegne, sulle quali nessuna azienda decide da sola.
Il segnale debole, da non perdere, è la convergenza fra l’agente bancario e il chatbot per i minori: due regole nate in settori diversi stanno disegnando la stessa linea, quella fra un sistema che agisce o parla al posto di qualcuno e la persona che ne porta la responsabilità, e chi lavora con adolescenti e famiglie farà bene a seguire come la legge di New York verrà applicata, perché è probabile che faccia scuola.
📌 Da tenere d’occhio
- Elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, 3 novembre: l’esito può spostare l’equilibrio sulle leggi federali per l’AI, compresa la bozza di Anthropic sulla sicurezza dei modelli discussa la settimana scorsa.
- 10 e 27 novembre, le scadenze cinesi: se Pechino non pubblica il testo della proroga, le sospensioni sulle terre rare e su gallio, germanio e antimonio scadono sulla carta, con effetti immediati sulle licenze.
- Il round di OpenAI: se la prima tranche resta sotto i 20 miliardi, la valutazione di 1,25 trilioni diventa difficile da difendere in vista di una quotazione.
- Trimestrale di Nvidia, attesa a fine novembre: sarà la prima verifica dal lato del fornitore, dopo che Microsoft ha attribuito ai ritardi delle GPU una parte del capex rinviato.
- AI Act, 9 novembre e 2 dicembre: si chiude la consultazione sulle regole delle sanzioni e arriva la scadenza per la marcatura leggibile dalle macchine dei contenuti generati.
- Fed, riunione di dicembre: un rialzo, che i mercati considerano probabile, renderebbe ancora più costoso finanziare i data center.