Perché succede
I cambiamenti che tengono non sono le grandi decisioni, sono le variazioni piccole ripetute molte volte. Il tono con cui rispondi quando rientra, quanto aspetti prima di intervenire, se ti giri o no quando ti parla: cose che da sole non pesano niente e che sommate su un mese fanno il clima di una casa. Nella mia pratica vedo che i genitori cercano la conversazione che sistema tutto e trascurano le duecento micro-interazioni che, nel frattempo, dicono a loro figlio come stanno le cose davvero.
Cosa puoi fare
- Cambia una cosa sola per volta. Scegli un momento della giornata e modifica quello: il rientro, la cena, la buonanotte. Poi lascialo assestare per una settimana prima di toccare altro.
- Resta flessibile sul metodo e fermo sui punti fermi. Se una cosa non funziona cambiala, invece di insistere perché dovrebbe funzionare: quello che va bene con un figlio può non andare bene con l’altro. Sulle poche cose che riguardano la sua sicurezza, invece, non si tratta.
- Rispetta il modo in cui vede il mondo. Non deve coincidere con il tuo per essere legittimo. Prima di correggere una sua idea, prova a capire da dove la guarda: quasi tutti i fraintendimenti in casa nascono qui.
- Chiudi la giornata senza strascichi. Anche dopo una discussione, una frase che riapre. Non serve risolvere, serve che non si vada a dormire dentro una porta chiusa.
Cosa evitare
Non annunciare i cambiamenti: falli. Le dichiarazioni di intenti creano un’aspettativa che poi viene verificata, e la prima volta che non sei all’altezza conta più di tutte le volte in cui lo sei stato. Ed evita di applicare gli accorgimenti solo nei periodi difficili: funzionano perché sono ordinari.
Quando chiedere aiuto
Mentre lavori sul quotidiano, tieni d’occhio un segnale che non riguarda il clima ma lui. Non la tristezza, ma la perdita di piacere: smette di interessargli anche quello che prima gli piaceva. La durata di riferimento è due settimane continuative, quasi tutti i giorni e per gran parte della giornata. Guarda anche la compromissione: sonno, appetito, rendimento in calo senza ragione, ritiro dagli amici, attività lasciate cadere.