Perché succede
Un bambino desidera molte cose contemporaneamente e non ha ancora gli strumenti per metterle in ordine. Tutto arriva con la stessa intensità, quindi tutto sembra ugualmente importante, e la scelta diventa impossibile o casuale. Nella mia pratica vedo che il lavoro utile non è ridurre i suoi desideri, ma renderli visibili tutti insieme: nel momento in cui sono scritti uno sotto l’altro, la gerarchia emerge quasi da sola. È anche l’unico modo che hai per scoprire che cosa lo muove, perché dietro un oggetto che sembra un capriccio c’è quasi sempre un interesse che non ti aveva mai raccontato.
Cosa puoi fare
- Fate due colonne su un foglio. Da una parte tutto quello che vuole, senza filtri e senza commenti. Dall’altra quello che gli serve. Poi mettete in ordine la prima colonna insieme.
- Chiedigli perché quella cosa conta e come pensa che si sentirà dopo averla. È la domanda che apre. Spesso la risposta non riguarda l’oggetto.
- Scegliete un obiettivo che sia suo, non tuo, e dividetelo in tappe. Quanto deve mettere da parte ogni settimana per arrivarci. Un traguardo lontano diventa raggiungibile solo quando è tagliato a fette.
- Aggiornate la lista una volta al mese. Vedere che cosa è sparito da solo gli insegna più di qualsiasi discorso sull’impulsività.
- Fai la tua lista e mostragliela. Anche tu hai desideri che aspettano. Vederlo lo autorizza ad averne.
Cosa evitare
Non commentare i desideri mentre li elenca, nemmeno con una faccia: bastano due sopracciglia alzate e la lista diventa quella che pensa tu voglia sentire. Ed evita di riordinargliela secondo i tuoi criteri, perché l’ordine è la parte che deve fare lui.
Quando chiedere aiuto
C’è un caso in cui questa scheda non basta, ed è quando la lista resta vuota. Non perché non sappia scegliere, ma perché non desidera più niente, comprese le cose che fino a poco tempo prima lo entusiasmavano. Se dura due settimane, quasi tutti i giorni e per gran parte della giornata, e insieme cambiano il sonno, l’appetito o la voglia di vedere gli amici, non è una fase di disinteresse.