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Come lo aiuto a muoversi di più senza costringerlo?

Perché succede

Fra il «potrei uscire» e l’uscire, a volte, c’è solo una tuta in fondo all’armadio. Se le scarpe da ginnastica non si trovano, la mente ha già trovato il suo motivo per restare sul divano. E per il movimento c’è una spinta che non ha sostituti: vedere te che ti muovi.

Cosa puoi fare

  1. Tuta e scarpe pronte e visibili. Su un appendino sulla porta della camera o accanto all’ingresso: la distanza fra pensarci e farlo si riduce a un gesto.
  2. Muoviti con lui. Non lo mandi: ci vai. La bicicletta la domenica, la camminata dopo cena, dieci minuti di palla in cortile.
  3. Fai vedere il progresso con un gioco. Un percorso a tappe disegnato su un foglio, una sfida di famiglia («questa settimana andiamo tutti al parco cinque volte»), una casella per ogni giorno in cui ci si è mossi.
  4. Se è piccolo, il movimento è gioco e basta. Il tuo compito è esserci dentro.
  5. Se è già alle medie, cercate uno sport che sia suo. Scelto da lui, non ereditato da te, con la borsa pronta e in vista la sera prima: metà delle rinunce nascono dal non trovare i calzini.

Cosa evitare

Non mandarlo a muoversi restando sul divano: per il movimento l’esempio è la spinta più forte che hai. E non scegliere tu lo sport giusto per lui.

Quando chiedere aiuto

Che preferisca il divano alla corsa non è un segnale. Lo diventa l’evitamento: rinuncia a cose che vorrebbe fare per non essere visto, evita lo spogliatoio o la piscina, si copre anche d’estate, lascia uno sport che gli piaceva senza un motivo che sappia dire. Non aspettare mesi: la soglia vera arriva prima.

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