Comunicazione 11-13 anni Una decisione
Dalla collana Genitori senza stress

Conviene parlare con l'insegnante quando il rapporto si è incrinato?

Perché succede

Sì, conviene, ma quasi sempre nell’ordine sbagliato rispetto a come viene istintivo farlo. Quando un ragazzo si convince che un insegnante ce l’ha con lui, ogni gesto viene letto attraverso quella lente, comprese le cose neutre, e il rapporto si irrigidisce da entrambe le parti. Il colloquio serve a rompere quella lettura, non a stabilire chi ha ragione. E se il primo a muoversi sei tu, il messaggio che arriva a tuo figlio è che da solo non ce la può fare, che è esattamente la cosa che sta già pensando.

Cosa puoi fare

  1. Fai provare prima lui, con una frase concordata. Una sola, breve, da dire alla fine dell’ora. Non deve risolvere niente: deve solo mostrargli che si può parlare con un adulto senza che diventi uno scontro.
  2. Preparate insieme quella frase. Non «lei ce l’ha con me», ma «non riesco a seguire questa parte, come posso fare?». La prima chiede un giudizio sull’insegnante, la seconda chiede un’indicazione, e a una richiesta di indicazioni quasi tutti rispondono.
  3. Se poi vai tu, vai per raccogliere informazioni. «Come lo vede in classe? Che cosa nota?» Un colloquio che comincia con una lamentela finisce con due adulti su posizioni opposte e un ragazzo nel mezzo.
  4. Chiedi una cosa concreta e verificabile. Un argomento da recuperare, un modo per rimettersi in pari, la possibilità di essere interrogato su una parte definita. Una cosa piccola e controllabile cambia il clima più di un chiarimento generale.
  5. Riporta a casa solo la parte operativa. Che cosa avete deciso di fare, non che cosa l’insegnante pensa di lui. Il giudizio riportato diventa una sentenza e si aggiunge all’ancora invece di scioglierla.

Cosa evitare

Non presentarti come parte in causa contro l’insegnante davanti a tuo figlio, anche quando ritieni di avere ragione: lo obblighi a scegliere tra te e la persona con cui deve passare cinque ore a settimana. Ed evita di scavalcarlo con messaggi o telefonate a sua insaputa: quando lo scopre, e lo scopre, non parlerà più di scuola.

Quando chiedere aiuto

Guarda se dalla materia il rifiuto si sta allargando alla scuola: se non vuole entrare nei giorni di quell’ora, se le assenze si concentrano lì e poi cominciano a estendersi ad altre giornate. Il riferimento utile è un mese di rifiuto scolastico, molto prima dei sei mesi di cui si parla di solito, perché prima si interviene meno il rifiuto si consolida.

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